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Francia o Spagna...

11 anni fa - venerdì 6 aprile 2007
Dopo l’annuncio delle trattative di Pirelli con AT&T e America Movil, il mercato si è sbizzarrito a immaginare scenari alternativi: France Télécom, Deutsche Telekom, Telefonica... E ancora una volta si levano le voci di chi vuol difendere a tutti i costi l’italianità di Telecom.

Dopo l’annuncio delle trattative di Pirelli con AT&T e America Movil, il mercato si è sbizzarrito a immaginare scenari alternativi: France Télécom, Deutsche Telekom, Telefonica... E ancora una volta si levano le voci di chi vuol difendere a tutti i costi l’italianità di Telecom. Ma chi li paga questi costi? Dal 1997, anno della privatizzazione, Telecom è già stata “scalata” due volte, da soggetti italianissimi ma squattrinati: il primo ne è uscito indenne, il secondo è rimasto col cerino in mano e cerca di scapparne ora, pur in perdita. Ma non è l’unico a pagare. Il gioco di scalate e fusioni ha fatto esplodere i debiti di Telecom: nel 1997 erano “solo” 8 miliardi di euro, un terzo dell’attività, a fine 2006 erano oltre 37 miliardi, quasi i 2/3 dell’attività. Situazione che ha penalizzato da un lato i clienti Telecom, spremuti a dovere, dall’altro i piccoli azionisti. È vero che la necessità di Pirelli di ripagarsi l’acquisto ha portato Telecom a distribuire dividendi generosi, ma non è bastato a compensare gli azionisti. Chi avesse aderito all’Opv Telecom nel 1997 avrebbe oggi il doppio di quanto investito, ma puntando su tutta la Borsa avrebbe in più un altro 70%! Perché difendere una gestione che non ha brillato né finanziariamente né industrialmente (nel 2006 il rapporto tra utili industriali e fatturato è inferiore al 1997)? Ben vengano gli stranieri! Francia o Spagna... se l’azionista di minoranza ci guadagna.

 

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