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Rischi occulti

11 anni fa - martedì 21 agosto 2007
Gli smottamenti che hanno colpito i mercati finanziari nelle ultime settimane non hanno risparmiato chi ha investito in azioni. Ma per quanto possa essere rude, questo choc ci sorprende solo parzialmente...

Rischi occulti

Gli smottamenti che hanno colpito i mercati finanziari nelle ultime settimane non hanno risparmiato chi ha investito in azioni. Ma per quanto possa essere rude, questo choc ci sorprende solo parzialmente. Avevamo già espresso i nostri dubbi verso i costi troppo elevati di fusioni e acquisizioni e sul livello troppo elevato raggiunto da certi titoli.
Questo «choc» borsistico è comunque salutare, poiché riporta i risparmiatori sulla terra. La Borsa non è un casinò, dove le banche centrali, nel ruolo dei croupier, soccorrono gli investitori non appena registrano una minima perdita. E quindi salutare che ogni tanto gli investitori si ricordino che esiste anche il fattore di rischio e che devono essere pronti ad affrontarlo. Ma per saperlo fronteggiare devono capirne la reale dimensione. Per questo le imprese devono informare correttamente i risparmiatori dei rischi che potrebbe affrontare la loro attività normale. Nel caso delle banche coinvolte nella tormenta, questo non è avvenuto. Come spiegare, altrimenti, il comunicato di qualche giorno fa in cui BNP Paribas minimizzava la sua esposizione ai «subprimes» seguito subito dopo da un annuncio quanto meno allarmante. Come può l’investitore poter valutare, nella più totale assenza di informazioni, la reale portata del rischio ? Perché rendere note tonnellate di risultati semestrali o magnificare la propria governance se poi si omette l’essenziale?
Oltre Atlantico, l’autorità di controllo dei mercati finanziari, la SEC, sta spulciando i conti degli intermediari finanziari, alla ricerca di perdite nascoste causate dalla crisi dei mercati immobiliari. Un atteggiamento responsabile, non ancora recepito dalle autorità di controllo europee. La cui posizione é ben lontana dall’essere chiara. Alla luce dell’assenza di un organismo di controllo europeo, ogni autorità reagisce a modo suo. Se in Germani la BaFin ha già svolto alcune inchieste mirate, ancora nulla è giunto dalla Consob.

 Per saperne di più leggete la nostra analisi "La crisi dei subprime"

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