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Tarocchi utili 10 anni fa - lunedì 15 ottobre 2007
No, non pensiamo che per prevedere l'andamento dei mercati occorre affidarsi al potere predittivo di una cartomante dalle mani veloci. Per quanto non ci siano mezzi per sapere cosa farà la Borsa da qui a domattina, ci sono modi efficaci per valutare come andrà da qui a qualche anno e fare opportune scelte d'investimento.

No, non pensiamo che per prevedere l'andamento dei mercati occorre affidarsi al potere predittivo di una cartomante dalle mani veloci. Per quanto non ci siano mezzi per sapere cosa farà la Borsa da qui a domattina, ci sono modi efficaci per valutare come andrà da qui a qualche anno e fare opportune scelte d'investimento. I modelli che calcolano i nostri portafogli ne sono un esempio. Gli ingredienti più importanti che diamo loro per produrre le “torte“ che trovate questo sito nella sezione Investire come, dove e quanto sono due: i rendimenti attesi dei mercati e il loro rischio. Per valutare il rischio ci siamo fin qui serviti della volatilità (il su e giù dei prezzi) di Borse e obbligazioni negli ultimi 5 anni. Tuttavia da recenti analisi abbiamo verificato che la volatilità delle Borse degli ultimi 5 anni è stata ben al di sotto della media storica. Ciò ha diminuito il rischio delle azioni al punto da renderle forse più interessanti del dovuto. Da questo mese abbiamo deciso di allungare gradualmente il periodo di calcolo della volatilità fino ai 7 anni (vedi grafico) per ottenere un risultato più affidabile. È cambiato qualcosa nei nostri portafogli? Fortunatamente no: prima di proporvi i risultati del nostro modello apportiamo sempre un ultimo ingrediente "il sale dell'analista finanziario", ossia tarocchiamo i risultati in modo da tenere conto anche di sensibilità che non rientrano nei freddi numeri che sono la farina delle nostre torte. Il risultato è che le scelte di investimento che vi proponiamo han anticipato da tempo i nuovi risultati che oggi il modello offre.

5 ANNI DI BORSE POCO RISCHIOSE...

...rischiano di dopare le azioni. Stiamo, quindi, allungando (questo mese siamo a 5 anni e mezzo) il lasso temporale su cui calcoliamo il rischio. Così facendo il rischio aumenta.

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