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Collega, non mi fido di te! 10 anni fa - lunedì 12 novembre 2007
Questo, in pratica, si stanno dicendo le banche dopo la crisi dei subprime. I tassi d'interesse sul mercato interbancario (quelli che pagano le banche quando si scambiano i soldi l'una con l'altra) sono, infatti, più elevati di quelli che pagano i titoli di Stato a breve termine.

Questo, in pratica, si stanno dicendo le banche dopo la crisi dei subprime. I tassi d'interesse sul mercato interbancario (quelli che pagano le banche quando si scambiano i soldi l'una con l'altra) sono, infatti, più elevati di quelli che pagano i titoli di Stato a breve termine (vedi grafico). E se uno ti fa pagare di più di quanto sarebbe forse necessario significa che non si fida di te. Questa differenza è un termometro di quanto la crisi dei subprime sia presente. Quei mutui a rischio sono finiti dappertutto impacchettati o diluiti in altri prodotti finanziari, e sembrano destinati a creare maretta ancora a lungo: le svalutazioni (vedi pagina 2) operate dai grandi gruppi bancari Usa sono tuttora in corso. Certo nei conti delle banche italiane non ci dovrebbero essere derivati dei subprime. Ma i mercati dopo la fregatura di questa estate sono guardinghi, con la conseguenza che le quotazioni di molti titoli son venute giù. Secondo i nostri modelli econometrici spesso immeritatamente. Come immeritatamente è sceso così rasoterra il dollaro. È vero che era necessario che calasse per raddrizzare la bilancia commerciale Usa, ma è anche vero che oggi vale in euro più o meno la metà di quanto valeva ai tempi della bolla internet, e ciò è assurdo. Non saranno settimane facili, ma siamo convinti che questo sia un altro passo del processo di digestione della crisi che alla fine vedrà i mercati con lo stomaco più forte.

TASSI INTERBANCARI IN FIBRILLAZIONE

Ultimamente i tassi interbancari (quelli che regolano i prestiti tra le banche, linea sottile) sono saliti molto sopra il rendimento di titoli di Stato di durata analoga (in grassetto).

 

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