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Poppa o prua? 9 anni fa - lunedì 29 settembre 2008
Quando il Titanic colò a picco, stare a poppa o a prua non fece grande differenza e si salvò comunque solo il 30% dei passeggeri. Neanche nel caso di Alitalia stare a prua come azionisti o a poppa come obbligazionisti fa oggi molta differenza: si salveranno comunque pochi soldi.

Quando il Titanic colò a picco, stare a poppa o a prua non fece grande differenza e si salvò comunque solo il 30% dei passeggeri. Neanche nel caso di Alitalia stare a prua come azionisti o a poppa come obbligazionisti fa oggi molta differenza: si salveranno comunque pochi soldi. Con l'approvazione da parte dei sindacati del piano Fenice, marchio, aerei, rotte e dipendenti Alitalia passeranno in mano a Compagnia aerea italiana, salvandosi, ma i piccoli investitori rischiano di ritrovarsi con il cerino in mano in una situazione peggiore rispetto a quella prospettata da un acquisto da parte di Air France mesi or sono. Air France, lo ricordiamo, lo scorso marzo avrebbe offerto 1 sua azione ogni 160 azioni Alitalia per un controvalore di circa 10 centesimi per azione e 0,3145 euro per ogni obbligazione Alitalia (che sarebbe stato comunque possibile portare fino al rimborso nel 2010 al valore di 0,37 centesimi). La soluzione prospettata ora è molto più fumosa. Innanzitutto per i risparmiatori ci saranno i soldi del fondo Conti dormienti. In che misura? Quando? Non si sa. Poi riceveranno qualche cosa dalla vecchia Alitalia che verrà avviata allo smantellamento dopo la cessione dei gioielli di famiglia a Compagnia aerea italiana. Quanto potranno incassare i risparmiatori? Anche qui le cose sono ancora da vedere: tutto dipende dal prezzo a cui saranno ceduti i beni della società. E su questo punto si sposta la battaglia futura: controllare che la vendita dei gioielli di famiglia a Compagnia aerea italiana non si trasformi in una svendita.

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