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La gelata dei ghiacciobond 9 anni fa - venerdì 11 settembre 2009
La piccola Islanda continua a tormentare le notti dei piccoli risparmiatori. A quasi un anno dal crack che ha congelato i soldi investiti nei prodotti di tre delle sue principali banche (Glitnir, Landsbanki e Kaupthing) è quasi venuta l'ora di iscriversi nell'apposito elenco dei creditori.

La piccola Islanda continua a tormentare le notti dei piccoli risparmiatori. A quasi un anno dal crack che ha congelato i soldi investiti nei prodotti di tre delle sue principali banche (Glitnir, Landsbanki e Kaupthing) è quasi venuta l'ora di iscriversi nell'apposito elenco dei creditori. Per Landsbanki il termine ultimo è già il 30 ottobre, le altre due banche seguiranno a ruota entro fine anno. Ora, visto che iscriversi al passivo in Islanda non è cosa di tutti i giorni, è stata avanzata da molte parti la proposta di fare un po' come con il crack Lehman dove un rappresentante degli obbligazionisti può fare una iscrizione collettiva per tutti quanti, limitando al minimo la burocazia con tutti i suoi possibili errori. L'Abi (la Confindustria delle banche italiane) in un primo tempo si è mossa in tal senso (anche perché i Glitnir bond erano consigliati nel suo sito www.pattichiari.it) chiedendo lumi al governo Islandese. Dal freddo nord, tuttavia, non è arrivata nessuna risposta, neanche uno spiffero boreale. E l'Abi che ha fatto? Attende! Sì, insomma, fatto il bel gesto per mettersi in bella mostra (ben diversamente han fatto però alcune assicurazioni, disposte al rimborso), ha pensato che potesse bastare e ora fa melina. Peccato che, intanto, il tempo stia passando inesorabilmente e che la scadenza del 30 ottobre sia dietro l'angolo. Voi iniziate a fare pressione sulla vostra banca e a chiederle lumi.

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