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Una modesta proposta 8 anni fa - lunedì 22 febbraio 2010
È una triste realtà, per chi segue ogni giorno l'andamento dei mercati, osservare le Borse in gramaglie solo perché c'è un continuo tira e molla sui debiti della Grecia.

È una triste realtà, per chi segue ogni giorno l'andamento dei mercati, osservare le Borse in gramaglie solo perché c'è un continuo tira e molla sui debiti della Grecia. Verrà salvata dalla Germania? Dall'Unione europea? Dal Fondo monetario internazionale? Farà tutto da sola? I greci sostengono di potercela fare da soli, però la loro fama di pasticcioni non li aiuta affatto. Noi in questo contesto restiamo, tuttavia, ottimisti, perché in fin dei conti una soluzione al debito greco, anche di fronte a un popolo riottoso e in sciopero non è così difficile. Basta una manovrina come quella che fece il primo governo Amato: un bel prelievo retroattivo da decidere per decreto e di notte, come è accaduto per gli italiani tra il 10 e l'11 luglio del 1992, quando tutti ci svegliammo più poveri dello 0,6% dei nostri risparmi, prelevato direttamente dai conti correnti dalla mano lunga dello Stato. Molti ricorderanno quella manovra: Soldi Sette era piccolino (usciva il numero 25), ma la ricorda bene. Gli ultimi dati sul sito della banca nazionale greca dicono che a giugno 2009 i conti correnti dei greci ammontavano a 237 miliardi di euro. Su simili importi una tassa del 3% porterebbe nelle casse dello Stato 7 miliardi di euro, oltre un quarto del deficit previsto per il 2010. E via liscio. Fantapolitica? Fantafisco? No, solo una storia che si può ben ripetere. Noi, intanto, continuiamo a monitorare per voi la situazione.

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