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Giù le mani dai beccamorti

8 anni fa - lunedì 15 marzo 2010
La crisi greca, quella spagnola e quella inglese, la crisi di tutti i Paesi deboli tra i Paesi forti dell'Europa non discende certo dalla volontà degli speculatori di guadagnare denaro dai passi falsi dei governi, ma vi è legata a doppio filo.

La crisi greca, quella spagnola e quella inglese, la crisi di tutti i Paesi deboli tra i Paesi forti dell'Europa non discende certo dalla volontà degli speculatori di guadagnare denaro dai passi falsi dei governi, ma vi è legata a doppio filo. Infatti, una volta che un Paese ha dei problemi, il prezzo dei Cds (i contratti assicurativi sull'insolvenza dei debitori) sale, rendendoli prodotti finanziari interessanti anche per scopi (speculativi) diversi da quelli (assicurativi) per cui erano stati creati. E il mercato di questi prodotti tende a crescere a dismisura (vedi grafico) con un'influenza che va ben al di là dei suoi confini. I prezzi dei Cds diventano, infatti, il parametro su cui valutare l'insolvenza di un Paese e su quanto fargli pagare di interessi. Per questo da molti Stati si sta levando la richiesta di regolamentarli, limitarli, vietarli. La speculazione non piace agli elettori e, in tempi di crisi, è un ottimo capro espiatorio. Purtroppo, però, c'è anche un diritto della medaglia: la speculazione rende liquidi i mercati e aiuta a rendere i prezzi degli strumenti finanziari più veritieri. Non fa comodo alla Grecia pagare interessi elevati, ma il risparmiatore che ci investe ottiene un rendimento corretto in base ai rischi che corre anche grazie agli speculatori. L'ansia di limitare la speculazione appare quindi in questo contesto come l'ansia di togliere di torno i becchini solo perché non piace il loro mestiere: il mondo non sarebbe certo migliore.

UN PRODOTTO DI SUCCESSO

Benché siamo lontani dai massimi del 2007 il mercato dei Cds (in miliardi di dollari) ha raggiunto dimensioni impressionanti che spaventano molti governi.

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