News
Per un pugno di fiches 8 anni fa - lunedì 12 aprile 2010
La partita di poker greca si gioca anche sul tavolo da gioco delle diplomazie e il governo Papandreu sembra esserne conscio. Settimana scorsa ha giocato sul filo del rasoio con affermazioni che avrebbero potuto far dubitare della buona volontà di mettere in regola i conti greci.

La partita di poker greca si gioca anche sul tavolo da gioco delle diplomazie e il governo Papandreu sembra esserne conscio. Settimana scorsa ha giocato sul filo del rasoio con affermazioni che avrebbero potuto far dubitare della buona volontà di mettere in regola i  conti greci. Atene ha, infatti, dichiarato che non chiederà soldi al Fondo monetario internazionale. Visto che precedentemente non la pensava così, la cosa è sospetta: far intervenire il Fondo significa permettergli di spulciare negli armadi. Che Atene vi nasconda degli scheletri? O invece Atene è un buon giocatore di poker e ha solo rilanciato la posta con i partner europei da cui, proprio questo fine settimana è poi riuscita a spuntare condizioni vantaggiose sul prestito di 30 miliardi di euro che i Paesi di Eurolandia potrebbero concederle? Fatto sta che se apprezziamo la furbizia con cui Papandreu sta portando avanti la sua partita, le ultime sparate ci sono sembrate più grosse del solito e diffidiamo dei furbi che iniziano a spararle troppo grosse. Per questo abbiamo deciso di abbassare il nostro giudizio sull’affidabilità del Paese da discreta a sufficiente (vedi qui). Per ora, visto il sostegno europeo, continuiamo a consigliarvi i titoli greci, ma non superate con essi il 20% del vostro portafoglio, una quota che, in futuro, potremmo anche consigliarvi di abbassare, qualora il vizio del gioco desse alla testa del governo di Atene.

condividi questo articolo