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Ghe pensi mi 8 anni fa - lunedì 12 luglio 2010
Il popolo degli investitori è smarrito e nel bel mezzo di una crisi che pare finita, ma forse non lo è, si pone molte domande sulla salute delle banche. Nel dubbio in Borsa le quotazioni dei titoli finanziari continuano a saltellare da mesi e mesi tra docce fredde e momenti di ripresa.

Il popolo degli investitori è smarrito e nel bel mezzo di una crisi che pare finita, ma forse non lo è, si pone molte domande sulla salute delle banche. Nel dubbio in Borsa le quotazioni dei titoli finanziari continuano a saltellare da mesi e mesi tra docce fredde e momenti di ripresa. Per cercare di porre un rimedio a questa situazione di incertezza la Banca centrale europea ha allora deciso di far fare i cosiddetti stress test, ossia test di solidità sulle banche di mezzo continente. In che cosa consistono? Gli stress test sono l'equivalente di immaginare di appoggiare dieci sacchi di cemento su un asse di legno per vedere se si spezza o meno. Così, infatti, la Banca centrale europea intende valutare se in caso di una nuova recessione o, peggio, del default di uno Stato sovrano dell'eurozona ci sarebbe o meno un effetto domino sul mondo del credito europeo. Tutto bello, tutto ben fatto? Insomma: al momento di questi stress test si sa pochino. Pareva riguardare meno di trenta banche, ora sembra che riguardi una novantina di istituti di credito. Pareva che valutasse anche il caso di un default greco. Poi si è detto di no: che un default greco non sarà permesso dall'Unione e che quindi forse non sarà testato. Fidati tu che mi fido anch'io, è andata a finire che a Francoforte probabilmente pensano che basti dire ghe pensi mi (ci penso io in meneghino) che poi tutti sono felici e contenti. Ma la realtà non è così, e che la recente crescita dell'euribor (il tasso a cui le banche si prestano i soldi) più che il segno di un ritorno alla normalità, non sia invece termometro di febbriciattola?

TASSO EURIBOR AI MINIMI, MA...

...piano piano sta mostrando segnali di ripresa. Il che potrebbe essere un segnale di normalità, dovuto alla fine della politica della liquidità facile della Banca centrale europea.

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