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Nulla sarà più come prima? 8 anni fa - lunedì 30 agosto 2010
L'ultima crisi forse non ha ancora cambiato il mondo, ma sta cambiando il modo di vederlo. Se fino a 2-3 anni fa la maggior parte degli economisti immaginava un mondo liberato dalle crisi, ora gli umori sono sempre più puntati su uno scenario di tipo giapponese: l'eterna stagnazione.

L'ultima crisi forse non ha ancora cambiato il mondo, ma sta cambiando il modo di vederlo. Se fino a 2-3 anni fa la maggior parte degli economisti immaginava un mondo liberato dalle crisi, ora gli umori sono sempre più puntati su uno scenario di tipo giapponese: l'eterna stagnazione. Tra i commenti alle notizie di agosto (belle e brutte insieme, ce n'è una gran varietà, vedi quiqui e qui) colpiscono alcune parole sullo stato di salute (non buono) del settore immobiliare Usa. Secondo alcuni economisti ci vorranno 20 anni perché il mattone torni a essere un buon investimento per gli americani. Perché (udite! udite!) è una falsa idea che la casa sia un investimento. Fino a 60 anni fa era considerata solo un bene d'uso, come l'automobile, non qualcosa che si rivaluta nel tempo. Lo è diventata grazie all'espansione demografica del baby boom e poi sulla scia del calo del costo dei mutui a cui abbiamo assistito negli ultimi 30 anni. Tutti fenomeni venuti meno ora che si fanno pochi figli e che i tassi non possono più scendere, ma solo salire. Il risultato è che se la casa smette di essere un investimento gli americani si sentiranno più poveri. Hanno ragione le Cassandre? In economia il rischio è che le paure generino da sole le crisi che temono, per cui si navigherà a vista ancora per molti mesi (come anche fanno pensare gli ultimi rapporti delle agenzie di rating, vedi qui).

IL MATTONE USA È SEMPRE PIÙ ROSSO

L'indice Case Shiller dei prezzi delle case Usa mostra un ritorno ai prezzi di alcuni anni fa. Per alcuni la loro ripresa non è vicina e ciò potrebbe pesare sugli altri investimenti.

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