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Burloni

8 anni fa - lunedì 25 ottobre 2010
Han proprio voglia di scherzare quelli dell’Enel, la megasocietà del watt, che per ridurre il consistente debito ha messo sul mercato la propria costola verde: Enel green power. In settimana ci hanno contattati facendo finta di arrabbiarsi perché vi abbiamo sconsigliato di sottoscrivere la loro matricola di Borsa.

Han proprio voglia di scherzare quelli dell’Enel, la megasocietà del watt, che per ridurre il consistente debito ha messo sul mercato la propria costola verde: Enel green power. In settimana ci hanno contattati facendo finta di arrabbiarsi perché vi abbiamo sconsigliato di sottoscrivere la loro matricola di Borsa. Ci hanno detto che avremmo dovuto contattarli “prima” di scrivere quell’articolo – quello in cui vi sconsigliavamo di partecipare all’Ipo perché le azioni dell’Enel green power eran vendute troppo care. Si aspettavano di “confrontarsi con noi prima che le nostre valutazioni fossero completate, così come fanno con analisti e investitori in genere”. “Vista la delicatezza dell’Ipo in corso”, volevano che ci parlassimo. Prima. Che mattacchioni! Ma noi non possiamo farlo. Se solo avessero guardato il retro del vostro settimanale preferito l’avrebbero capito. C’è scritto – sì, piccino, ma si legge benino uguale - che le nostre analisi “non vengono mai preventivamente inviate all’emittente gli strumenti finanziari oggetto di valutazione e, pertanto, non vengono mai modificate su richiesta di quest’ultimo”. Certo, se li avessimo contattati, prima, la nostra comunicazione, dopo, avrebbe potuto essere meno “categorica”, cioè sul tipo di quella degli altri “analisti e investitori in genere”. Già, gli altri. Quelli che ci piace ridere e scherzare. Simpaticoni anche loro. Che ridere! Non vi fa ridere a voi lettori? Dai Consob, ridi anche tu. Vai un po’ a trovare quelli dell’Enel e gli altri analisti, quelli che “prima li contatti”. Chissà quante risate con quei burloni.

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