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La pestilenza non è finita 7 anni fa - lunedì 29 novembre 2010
L'Europa e Dublino si sono messi d'accordo per un aiuto da 85 miliardi che dovrebbe permettere all'Irlanda di tirare il fiato per un po', calmierando le tensioni sul suo debito pubblico, esploso da che lo Stato si è fatto carico dei buchi nei conti delle banche irlandesi.
L'Europa e Dublino si sono messi d'accordo per un aiuto da 85 miliardi che dovrebbe permettere all'Irlanda di tirare il fiato per un po', calmierando le tensioni sul suo debito pubblico, esploso da che lo Stato si è fatto carico dei buchi nei conti delle banche irlandesi. In realtà non è detto che ciò sia sufficiente a dare un freno alla speculazione che potrebbe ora colpire altri Paesi: Portogallo e Spagna in primo luogo. E questo nonostante i conti del Portogallo, ma soprattutto della Spagna siano in condizioni migliori rispetto a quelli irlandesi. Che la speculazione abbia il potere di mettere a ferro e fuoco il mondo in momenti di scarsa fiducia non è, però, una novità. Era successo qualcosa di simile anche nel 1992, e allora a farne le spese furono l'Italia (la lira crollò e il Bel Paese uscì dallo Sme, anticamera dell'euro), ma anche la Gran Bretagna con la Banca d'Inghilterra che dovette capitolare di fronte agli speculatori. La differenza rispetto ad allora è che nel 1992 non c'era l'euro e che, quindi, la tempesta si scatenava sulle singole valute piuttosto che sui titoli di Stato. La soluzione migliore in questi casi, ora come allora, è tenere i nervi saldi e guardare più al lungo periodo che al singolo evento: noi, tra l'altro, già da tempo vi consigliamo di diversificare su più fronti, incluso quello valutario, con bond Usa, inglesi e svedesi, il che alla lunga vi dovrebbe consentire di superare con pochi danni ogni tempesta.

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