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Vino mosso, ma tassi fermi

7 anni fa - lunedì 27 dicembre 2010
Apprestandoci a festeggiare il 2011 con un buon bicchiere di spumante vi facciamo i nostri auguri per un eccellente anno nuovo. Il nostro sguardo è già rivolto all'anno che verrà per capire quali sono le prospettive dei vostri investimenti. Il nodo tassi di interesse (saliranno, scenderanno, resteranno fermi?) è cruciale.

Apprestandoci a festeggiare il 2011 con un buon bicchiere di spumante vi facciamo i nostri auguri per un eccellente anno nuovo. Il nostro sguardo è già rivolto all'anno che verrà per capire quali sono le prospettive dei vostri investimenti. Il nodo tassi di interesse (saliranno, scenderanno, resteranno fermi?) è cruciale. In una situazione di crisi economica e con una politica monetaria accomodante come quella messa in cantiere dalla Banca centrale europea sarebbe normale aspettarsi tassi piuttosto bassi. Eppure negli ultimi mesi la crisi degli Stati periferici dell'Europa ha fatto salire gli interessi dell'eurozona riportandoli verso i livelli di un anno fa (vedi grafico). In più la situazione non è uniforme e varia a seconda dei Paesi. Se su scadenze a 7-10 anni per i titoli di Stato italiani siamo vicini al 4,4% lordo, quelli tedeschi approfittano ancora di un 2,8%, quelli francesi di un 3,1%. Rendimenti più alti sono rilevabili per Spagna (5,4%), Portogallo (6,6%), Irlanda (8,6%) e Grecia (12,7%), a riprova dello stretto legame tra tassi elevati e incertezze economiche. Secondo noi questa situazione di cielo mutevole dovrebbe continuare ancora per un po' e ci aspettiamo che i tassi dell'eurozona restino sui livelli attuali almeno per i primi mesi del 2011, solo in seguito potranno eventualmente calare, sempre che non accadano tragici eventi improvvisi (crollo della Spagna?) che, però, non sono all'ordine del giorno.

I RENDIMENTI VAN DI CORSA

I tassi in euro a lungo e lunghissimo termine negli ultimi tre mesi sono saliti sulla scia della crisi di Irlanda, Portogallo e Spagna, tornando verso i livelli di un anno fa.

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