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Vudoppio o non vudoppio? 7 anni fa - lunedì 27 giugno 2011
No, tranquilli, non ci si è ristretta la bocca, l’uso di tutte queste “vu” è intenzionale, perché stiamo parlando della lettera “W” che gli anglosassoni usano per descrivere quando a una recessione segue una ripresa e poi, di nuovo, una recessione.
No, tranquilli, non ci si è ristretta la bocca, l’uso di tutte queste “vu” è intenzionale, perché stiamo parlando della lettera “W” che gli anglosassoni usano per descrivere quando a una recessione segue una ripresa e poi, di nuovo, una recessione. Da quanto emerge dall’indagine di giugno dell’indice Soldi Sette sulla fiducia dei risparmiatori sembrano permanere forti timori sull’andamento futuro del benessere delle famiglie italiane, in linea con le paure destate dalla crisi greca e con le recenti minacce di declassamento del debito italiano. L’indice Soldi Sette (che va da un minimo di 0, pessimismo nero, a un massimo di 200, euforia sfrenata) nell’ultima rilevazione di giugno si è attestato quasi perfettamente in bilico tra ottimismo e depressione con un dato pari a 100,7. Siamo, certo, in risalita dal lieve pessimismo (quota 91,8) di tre mesi fa, ma pur sempre con forti incertezze. Non manca il desiderio di investire da qui a 12 mesi (indice a quota 109 da 108,5 di tre mesi fa), ma poi, a conti fatti, l’intenzione di puntare su azioni e obbligazioni resta al palo con i rispettivi indici in calo frazionale a quota 102 e 102,7. Allargando lo sguardo agli ultimi anni (vedi grafico) si vede che è dal 2008 che i risparmiatori sono stretti tra delusioni e vampate di speranza, mentre è dal 2003 che si assiste a una lenta e costante erosione della voglia di investire. In un Paese che fatica a crescere è senz’altro un problema in più.

LA FIDUCIA VA SU E GIÙ…

…con molti alti e bassi (in grassetto l’indice Soldi Sette), ma la voglia di investire (linea sottile) pur in area ottimista mostra una lenta erosione a partire dal lontano 2003

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