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Troppa opacità

6 anni fa - lunedì 16 gennaio 2012
E i mercati ne soffrono. Non solo S&P ha tagliato il suo giudizio sull’affidabilità di alcuni Stati europei senza che si capisse bene dove volesse andare a parare, ma giusto qualche giorno prima Unicredit aveva ingaggiato una lotta all’ultimo sangue coi prezzi di Borsa dopo l’annuncio dell’aumento di capitale che dovrebbe metterne in sicurezza i conti.
E i mercati ne soffrono. Non solo S&P ha tagliato il suo giudizio sull’affidabilità di alcuni Stati europei senza che si capisse bene dove volesse andare a parare, ma giusto qualche giorno prima Unicredit aveva ingaggiato una lotta all’ultimo sangue coi prezzi di Borsa dopo l’annuncio dell’aumento di capitale che dovrebbe metterne in sicurezza i conti. Questo caos desta, però, tanti, troppi, dubbi. Perché il management ha fissato per l’aumento di capitale un prezzo (1,943 euro per azione) tanto basso da costringere la società a emettere una quantità enorme di nuove azioni con effetti depressivi sul valore di Borsa? Lo ha fatto, forse, per compiacere il “consorzio di garanzia”? Questo (pagato tra l’altro per i suoi servizi qualche centinaio di milioni di euro) deve farsi carico di tutte le nuove azioni non sottoscritte e, per come stanno andando le cose, lo potrà fare a condizioni favorevoli con la speranza che molti piccoli azionisti, ingolositi dai prezzi di saldo, gli diano man forte. Ma ci sono anche altre questioni. Perché così tanti scambi di azioni sono avvenuti fuori dai mercati ufficiali? Perché il costo di prendere azioni Unicredit in prestito è quadruplicato nel giro di pochi giorni? Forse che siano state effettuate vendite allo scoperto (cioè senza avere il titolo), oggi vietate? Ed è davvero solo per un errore che Blackrock ha prima comunicato e poi smentito di aver diminuito la sua quota in Unicredit, dando un segnale negativo al mercato? Assicurarci che queste cose non sono vere ci solleverebbe il morale e per questo chiederemo alla Consob di indagare.

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