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Paradossi e squilibri 5 anni fa - lunedì 3 giugno 2013
Se dagli Stati Uniti arrivano buone notizie e l’economia va bene Wall Street si spaventa.
Se dagli Stati Uniti arrivano buone notizie e l’economia va bene Wall Street si spaventa. Se, invece, arrivano notizie cattive la Borsa sale. Sembra un paradosso, ma non lo è: se l’economia corre tutti temono che la Banca centrale Usa smetta di pompare liquidità nel sistema, se va male sono tutti tranquilli che la droga verde continuerà a inondare i mercati. In Giappone, invece, siamo alla venerazione del totem inflazione. Il mostro orrendo che terrorizza i tedeschi e costringe a tirare la cinghia a mezza Europa anche quando non se ne vede l’ombra, nel Paese del Sol Levante è attesa come un temporale dopo vent’anni di siccità. E anche qui, alla base di tutto ci sta la Banca centrale che pompa liquidità nell’economia, fa crollare lo yen, spinge le esportazioni e sostiene la Borsa. In Europa, invece, non c’è mai da stare allegri. Nulla di tutto questo. L’economia va maluccio e non c’è una mano santa della Bce a sostenerla. Certo un po’ di dollari e yen percolano anche qui da noi, ma al confronto con la pioggia di denaro che c’è negli altri Paesi è poco più che liquidità di condensa. Insomma siamo nel bel mezzo di un pasticcio e il mondo va avanti a più velocità in maniera scoordinata. In questo numero di Altroconsumo Finanza cerco di darti tutte le dritte per saltare in groppa alla risalita dei mercati, ma ti ripeto anche di non farti troppe illusioni.

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