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Lo starnu-to 5 anni fa - lunedì 8 luglio 2013
È bastato che Draghi accennasse all’eventualità di un possibile taglio dei tassi d’interesse che subito le Borse hanno ripreso vigore ed entusiasmo.
È bastato che Draghi accennasse all’eventualità di un possibile taglio dei tassi d’interesse che subito le Borse hanno ripreso vigore ed entusiasmo. La cosa buffa è che il cenno è stato minimo, buttato là in un inciso: i tassi d’interesse chiave rimarranno ai livelli attuali o più bassi per un prolungato periodo, ha detto Draghi. Tutta l’euforia è stata basata su quel “o più bassi”. Siamo al punto che basta uno starnuto in conferenza stampa per determinare le sorti del mondo. Speriamo che Draghi non soffra di allergie e che il caffè che beve prima di annunciare al mondo le strategie della Banca centrale europea sia sempre zuccherato a dovere. Il fatto che la liquidità facile durerà a lungo è comunque positivo: i soldi buttati a secchiate dalla Bce continuano a percolare un po’ ovunque, nelle Borse come nei bond dei Paesi più deboli della zona euro. L’Italia ringrazia per questo e lo spread si contiene. Però la vita resta dura: i consumi del Bel Paese hanno fatto una frenata che non si vedeva da anni, la Grecia ha rischiato di non ricevere la prossima fetta di aiuti perché non ha fatto tutti i compiti a casa come avrebbe dovuto. Il Portogallo è in crisi. La Cina, che pure è il locomotore del mondo, mostra anche lei qualche debolezza. Al primo starnuto di Draghi, raffreddato dai malumori dei banchieri centrali tedeschi che accolgono sempre nel gelo le sue scelte, tutta la manna potrebbe finire.

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