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Nodi al pettine

5 anni fa - lunedì 22 luglio 2013
Il caso Fondiaria-Sai è come un fiume carsico e ogni tanto torna alla superficie con nuovi colpi di scena e tutti i nodi alla fine vengono al pettine.
Il caso Fondiaria-Sai è come un fiume carsico e ogni tanto torna alla superficie con nuovi colpi di scena e tutti i nodi alla fine vengono al pettine. Settimana scorsa è stato annunciato l’arresto degli ex vertici del gruppo Fondiaria con l’accusa di falso in bilancio e aggiotaggio. L’inchiesta verte sulla presunta falsificazione del bilancio 2010: sarebbe stata “truccata” la voce “riserva sinistri” – cioè quanto accantonato per far fronte alle richieste di risarcimento dei clienti – in modo da coprire un buco da 600-800 milioni di euro. Per quanto pesante dal punto di vista giudiziario, la notizia non ha forti impatti sui conti del gruppo perché la cifra era già nota e coperta con la previsione, nel piano 2012-2015, di rafforzamenti delle riserve sinistri. Non ha, però, nemmeno impatti positivi sui conti: certo, in teoria, i nuovi vertici di FonSai possono intraprendere un’azione di risarcimento nei confronti degli ex-vertici, ma i tempi sono lunghi e al momento è difficile calcolare l’eventuale importo che potrebbero spuntare. Per estrema prudenza, visti gli scheletri nel cassetto del gruppo, ti abbiamo invitato già da tempo a stare lontano dai prodotti del gruppo. Soprattutto non devi avere azioni Fondiaria-Sai. Se le hai, vendile. Se comunque ritieni di aver subito delle perdite dal gruppo e non ci hai già scritto in passato, faccelo sapere. Presto sul nostro sito troverai un questionario in cui potrai indicare quante azioni hai acquistato e quando le hai acquistate. Ci aiuterai, così, a valutare la strada migliore per tutelare i tuoi diritti.

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