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Ci siamo! 4 anni fa - lunedì 27 gennaio 2014
Dagli emergenti giungono cattive notizie.
Dagli emergenti giungono cattive notizie. Politiche: l’Ucraina è in preda alle lotte di piazza e in Egitto ci sono stati degli attentati. Economiche: in Argentina la politica inflazionistica con cui il governo sperava di frodare i cittadini con un falso senso di benessere sta dando i suoi frutti avvelenati con il peso argentino in caduta libera. Come se non bastasse pure in Cina gli investimenti vanno male. Equals gold no. 1 una società che aveva promesso a molti cinesi di far quattrini potrebbe non ripagare mezzo miliardo di dollari. Un bruscolino per il Paese, ma anche un banco di prova per una nazione dove molti fan debiti e pochi risparmiano. È tanta la carne al fuoco e, forse, determinerà la svolta dei mercati. Probabilmente la Banca centrale Usa ci leverà ancora per un po’ le castagne dal fuoco. Fatto sta che il 2014 è un anno bomba per gli Emergenti. Salvo il caso della Cina che a dispetto di tutte le notizie a cui ho fatto cenno crescerà ancora con forza, è meglio che non ti fai trovare con loro azioni in tasca se hai un orizzonte di investimento di soli 5 anni, pochi per rialzarsi in caso di inciampi. Il resto già lo sai. Se hai una paura matta vendi tutto, ma è un bagno di sangue di spese - e poi non sai mai se riuscirai a rientrare al momento giusto. Inoltre potrei sbagliarmi - è già successo – e comunque non ho la sfera di cristallo. Se invece guardi al lungo periodo (10-20 anni) puoi fregartene e mantenere i tuoi investimenti. Tutti. Hai un portafoglio diversificato che, sì, si prenderà qualche batosta, ma col tempo non ti deluderà. Già da qualche settimana ti stavo “allenando” parlandoti di una serie di prodotti che ti proteggono dai ribassi dei mercati. Se te la senti usali.

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