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Ti è piaciuto… 4 anni fa - lunedì 30 giugno 2014
…l’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie entrato in vigore questa settimana? No? Ti credo. Peccato, però che con le tasse sembra che per quest’anno non abbiamo ancora finito.
…l’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie entrato in vigore questa settimana? No? Ti credo. Peccato, però che con le tasse sembra che per quest’anno non abbiamo ancora finito. Voci di corridoio parlano di una nuova stangatina in autunno, nel bel mezzo del semestre italiano di presidenza UE. Il motivo? Che ovviamente tutte le previsioni fatte in passato sulla crescita e sul deficit hanno bisogno di essere costantemente riviste e che dalla revisione emergerebbe uno scostamento tra realtà e promesse. Che novità! Come se non bastasse, poi, c’è pure il fiscal compact, quell’insieme di regole disegnate per rendere virtuosi i Paesi peccatori costringendolo al cilicio di anni di sacrificio, in modo che a furia di tirare la cinghia il debito si riduca a un livello non superiore al 60% della ricchezza prodotta. In Italia viaggiamo oltre il 130% per cui puoi ben figurarti come andrà a finire. L’importo previsto per la stangata prossima ventura? Almeno 20 miliardi di euro che, confrontati con una platea di oltre 41 milioni di contribuenti, significano più di 480 euro a cranio, mezzo stipendio mensile di un operaio. Certo si parla di tappare il buco anche con minori spese, ma al solito poi le vicende prendono la piega che meno fa piacere al contribuente. E se in tema di previsioni finanziarie qualche errore mi può anche scappare fuori (non ho, ahimé, sfere di cristallo in cui guardare) in tema di tasse le conferme sono sempre inesorabili (te lo ricordi il mio Imu per sempre! che uscì nel numero 1013 di Soldi Sette? Ecco!). La morale di tutto ciò è che l’Italia fatica a ripartire e raschia il fondo del barile. Attorno a te vedi una realtà diversa, più rosea? Raccontamela. Vedi alternative a un aumento delle tasse? Quali? Scrivimi a direttore@altroconsumo.it.

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