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Avanti! 3 anni fa - lunedì 27 aprile 2015
Avanti!
L’altro giorno è rimbombato il pigolio di Visco – non me ne voglia il gran capo di Bankitalia, traduco all’antica: per me il tweet di twitter, l’essenza della comunicazione d’oggi, è un pio-pio. Al più un cip-cip, ecco. Così, quando il Governatore della “fucina di teste d’uovo dell’economia e della politica” italica – così amano sentirsi adulare a Palazzo Koch - ha cinguettato: “le banche devono informare la clientela del fatto che potrebbero dover contribuire al risanamento di una banca”, ho capito quanto sei avanti. Sì, tu lettore sei avanti. Da quanto tempo sai che per via delle nuove norme europee anche i correntisti possono doverci mettere i soldi di tasca propria per salvare la banca presso cui hanno il conto? Due anni? Minimo. Te l’ho detto io. Sei avanti lettore! La Fucina è, invece, un po’ più indietro: nonostante i circa 7.000 dipendenti, ormai a mansioni limitate alla vigilanza, questa cosa importante te la pigola solo ora. Meglio tardi che mai? Sì, vaglielo a dire ai soci di Banca popolare di Vicenza e Veneto banca che hanno dovuto svalutare il valore delle loro azioni (non sono quotate per cui il valore lo decide l’assemblea) sulla base di alcuni rilievi che la Banca centrale europea aveva mosso loro… l’autunno scorso! Dico: han fatto in tempo a cadere le foglie dagli alberi, a gelare i campi, a venir pronte le verze e di nuovo a fiorir la primavera con il cinguettio delle rondini (le poche rimaste) e la notizia dei rilievi della Banca centrale europea è uscita solo ora? Ma che facevano i 7.000? Si studiavano i soscial neuork? In seduta congiunta con la Consob? Nessuno di loro ha pensato bene di dire alle due banche venete “ehi, datevi una mossa, che ci sono delle perdite inattese da mettere in piazza?” Se sei azionista di una di queste due banche, leggi pagina 13 e scrivici all’indirizzo e-mail popolari@altroconsumo.it. E ricorda: se acquisti un bond bancario fai attenzione. Qualcuno si è lamentato che su queste pagine ne sono consigliati pochi. Non è un caso. Prima di consigliartene uno lo passiamo ai raggi x e pochi si salvano. Allo stesso modo limita a 100.000 euro a intestatario i soldi sul tuo conto corrente. Se non l’hai fatto: provvedi oggi, domani potrebbe essere tardi. Resta avanti!

 
 
                                                                                           Vincenzo Somma
                                                                        direttore responsabile Altroconsumo Finanza

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