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Marfi 2 anni fa - lunedì 18 aprile 2016
Così si pronuncia. Si scrive, invece, Murphy. Per gli amici Edward, in famiglia Aloysius jr. Era ingegnere nell’esercito Usa: da noi avrebbe fatto parte del Genio militare, quelli che tutto montano, smontano, rimontano e aggiustano. Probabilmente era un genio davvero. Si è inventato una battuta, che qualcuno ha assurto al rango di legge. È la legge di Marfi, con cui, un po’ tutti, abbiamo ghignato dagli anni ’80 in poi. Nella sua versione più semplice suona così: “Se qualcosa può andar male, lo farà!”. Ecco adesso applichiamo la legge di Marfi al nuovo fondo Atlante, la geniale trovata del governo per salvare la buccia di chi ha in tasca i crediti marci del sistema bancario italiano, cioè le banche. Innanzitutto il marcio è tanto: un quinto del nostro Pil. E questo marciume si riverserà nelle tue tasche. Non direttamente, non subito, ma percolando, goccia dopo goccia, come uno svaso di liquami, dal piano di sopra. Chi ci mette, infatti, i quattrini? Le banche sane: Intesa, Unicredit e Ubi e molte assicurazioni (gli azionisti e i clienti ringraziano). Poi ce li mette la Cassa depositi e prestiti che è dello Stato (il contribuente ringrazia), che ci metterà dentro i soldi del risparmio postale (il possessore di buoni postali sarà felice) senza contare anche la fetta a carico di Poste Vita (sempre risparmio postale, anche se sotto il cappello assicurativo), e quella a carico delle fondazioni bancarie (soggetti pubblici, e ciò che è pubblico è un po’ anche tuo). Poi ci sono le minori tasse che incasserà lo Stato con tutto questo abbattersi di crediti e relative perdite che comprimeranno gli utili bancari (preparati a un aumento dei ticket sanitari o altri simil magheggi per far quadrare i conti). E non finisce qui, perché vogliamo scommettere che alla fine Atlante verrà pure quotato? E così, di riffa o di raffa, scivolerà pure dentro i tuoi fondi comuni, obbligazioni strutturate, certificate... Ecco come andrà tutto storto.

 

 

 

 

 

 
                                                                                           Vincenzo Somma
                                                                        direttore responsabile Altroconsumo Finanza

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