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A fa i debit... un anno fa - lunedì 10 luglio 2017

A FA I DEBIT…

…se teta, a pagai se crepa. Così diceva nonna. Traduco. Almeno ci provo. Fare i debiti è piacevole, a pagarli c’è da morire. Nonna voleva impiantare in me, bambino, il seme di quella che oggi qualche professorone chiamerebbe «sana e prudente gestione» della famiglia, dell’impresa, di un Paese... Sante parole. Sembrerebbe un assurdo, ma ora godiamoci l’estate e le vacanze, perché «di doman v’è certezza». Quale? Presto la Bce smetterà di comprare titoli di Stato e di sostenere i mercati con la sua manina santa e noi finiremo per sbattere contro il muro del fiscal compact, le regole europee, da noi sottoscritte già da tempo, che prevedono che anche l’Italia diventi una virtuosa della spesa pubblica non solo smettendo di indebitarsi, ma arrivando a ridurre il suo debito, da qui a 20 anni, a un livello che sia il 60% del Pil. Oggi il debito pubblico italiano è poco sotto i 2.300 miliardi di euro, oltre il 130% della ricchezza prodotta nel Bel Paese. Giusto per capirci: è come se una famiglia avesse debiti per 1,3 volte la somma di stipendi, pensioni e altri guadagni annui della famiglia stessa e fosse obbligata a ridurre quei debiti di un quinto l’anno. Facile? Mica tanto. Perché tutto questo accade mentre in giro fioccano i licenziamenti, gli stipendi restano al palo, vivere costa sempre più caro e la banca chiede più interessi. L’Italia per portare i debiti al 60% deve tagliare qualcosa come 1.250 miliardi di euro di debito. Oltre 60 miliardi l’anno. In pratica tre finanziarie l’anno. Aggiuntive. Tutti i santi anni – da non confondersi con gli anni santi - dei prossimi vent’anni. E dove li troviamo 60 miliardi l’anno? Lo so da me: il conto che ti ho fatto è semplicistico: se ci sono crescita economia (ciao core) e inflazione il rapporto debito/Pil si porta al 60% in maniera meno dolorosa, ma ben che vada per arrivare a destinazione ci toccherà comunque tagliare. Magari non 60 miliardi l’anno, ma una ventina tutti. Cambia poco. Perché non è poco. Un’alternativa, ovviamente, c’è ed è un bel colpo di spugna al debito pubblico. Meglio non farsi trovare con dei BTp in mano. Io te l’ho detto. E ripetuto.

Vincenzo Somma

Direttore responsabile Altroconsumo Finanza

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