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May una giusta

2 mesi fa - lunedì 19 novembre 2018
Bandiera United Kingdom

Bandiera United Kingdom

Theresa May sarà pure primo ministro inglese, un bel mestiere che fu, tra gli altri, della Thatcher e di Churchill, ma alla fine non si sta godendo nulla dello stare al numero 10 di Downing Street. Va a elezioni e perde la maggioranza. Negozia con l’Europa per uscirne, e spunta un accordo peggiore di quello che era riuscito a ottenere il precedente primo ministro per restarci. Magari non è sempre colpa sua - la scelta di fare la Brexit l’han fatta gli inglesi, lei si è solo caricata sulle spalle la croce di portarla fino in fondo - ma comunque fa vita grama. Ha appena finito di sputare sangue negoziando con Bruxelles e che succede? Il suo governo perde i pezzi. La festa è finita e i ministri se ne vanno… E ora rischia pure in Parlamento. I Conservatori che vogliono allargare il canale della Manica sono incavolati neri perché per loro Londra anziché recuperare la sua sovranità farà la fine di un vassallo dell’Europa senza voce in capitolo nella stanza dei bottoni. Gli Unionisti, i protestanti dell’Irlanda del Nord, sono allarmati perché di questo passo Belfast rischia di restare isolata da Londra e finire nelle braccia della “cattolica” Dublino. Gli scozzesi, poi, non parliamone, sono ormai europeisti di ferro. Insomma un pasticciaccio! E, infatti la sterlina che per un attimo si era illusa di un divorzio tra Gran Bretagna e Europa poco conflittuale, ha perso terreno temendo che alla fine la May cadrà trascinando con sé la prospettiva di un’uscita ordinata di Londra dall’Europa. I mercati temono il caos del cosiddetto no deal, cioè il nessun accordo per cui nel volgere della notte del 29 marzo 2019, d’amblé, smettono di applicarsi i trattati Europei sul suolo britannico. Le visioni più catastrofiche vedono code di camionisti arrabbiati a Calais, penuria di verdura fresca nei supermercati inglesi, corse dal farmacista per assicurarsi i medicinali. Non voglio fare il tragico, però, vista la brutta piega presa dai fatti sono costretto a dirti di mollare la moneta inglese senza se e senza ma. Vendi i bond in sterline e metti il ricavato in bond in euro ad alto rendimento e nei titoli bancari che selezioniamo con cura per te. La Borsa di Londra, invece, la puoi tenere come meta per i tuoi soldi: è piena di società internazionali che non dipendono da come vanno le cose sull’isola di britanni e pitti. Finite le code di camionisti a Calais dovrebbe dimenticare la Brexit.

Vincenzo Somma

Direttore Responsabile Altroconsumo Finanza

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