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Il mostro di Loch Ness

un mese fa - venerdì 19 aprile 2019
Nessie, così chiamano - e abbiamo imparato tutti a chiamare – il mostro di Loch Ness

Nessie, così chiamano - e abbiamo imparato tutti a chiamare – il mostro di Loch Ness. Una bestia la cui esistenza schiva sui fondali dell’omologo lago di Scozia ogni tanto sembra riapparire dalle foto d’epoca e nell’immaginario di ragazzi di oggi e di ragazzi di ieri. Vero o falso che sia, Nessie il mostro, non va confuso con Nexi, che ha la “x” al posto della doppia “s” e non ha la “e” finale. Misteriosa quanto il detto mostro Nexi è, invece, il nome di una società che ha a che fare con qualcosa che sta nelle tasche di metà degli italiani, ossia le carte di credito dell’ex CartaSì: Nexi ne gestisce i pagamenti digitali. Qualche giorno fa Nexi si è quotata, non te ne ho parlato prima - salvo qualche breve cenno - perché è sbarcata in Borsa con un’offerta riservata ai grandi investitori. Tu, in quanto piccolo risparmiatore, ne sei stato tagliato fuori. E ti è andata bene! Lo sbarco in Borsa non ha avuto successo e il titolo ha subito preso una mazzata. Me ne dispiaccio, ma non te l’avrei consigliata comunque. Perché? Perché non mi piaceva il copione. Chi l’ha portata in Borsa l’aveva comprata per due miliardi e questi due miliardi se li è ripresi tutti quanti sotto forma di dividendi straordinari pochi mesi fa, e ora, con la quotazione, ne ha rivenduto un terzo – due terzi se li tiene in saccoccia - per un miliardo. Un bel guadagno del 50% in poco tempo, linea di comando confermata, cassa svuotata e società oberata di debiti che finisce sul mercato. Eh, sì, perché Nexi è pure oberata di debiti. Hai presente la vecchia Telecom, quella che ognuno si comprava facendo prima il mutuo e poi addossandone le rate a Telecom stessa? Nexi ha un vissuto con molti punti in comune. Se ti fosse passato per la testa di comprartela (in molti mi scrivete ingolositi dal ribasso del titolo) tienile a mente queste cose (in Detto tra noi trovi i particolari).  Tanto più che la carta di credito è tecnologia efficiente, ma matura, il futuro sta nella blockchain e nelle criptovalute. Nexi sarà della partita della blockchain? Lo voglio sperare, ma il contesto dell’innovazione tecnologica richiede un sacco di risorse, e con tutti i suoi debiti Nexi non parte certo avvantaggiata, pensa solo che nel 2018 ha pagato più di 100 milioni di interessi sul suo debito, cinque volte il suo utile netto. Sarà come giocare la partita di calcio della vita a piedi nudi. Gira alla larga.

 

Vincenzo Somma

Direttore responsabile Altroconsumo Finanza

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