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Padella e braci

un mese fa - lunedì 3 giugno 2019
Venerdì scorso eravamo in riunione per decidere cosa pubblicare in questo numero. La querelle era sui dividendi: tanti. Troppi. 
macchina da scrivere

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Già perché maggio è il mese, oltre che della Madonna, anche dei dividendi. Se li avessimo pubblicati tutti la tabella che li avrebbe contenuti si sarebbe presa due pagine buone. Troppo. Meglio pubblicarne una selezione e il resto su internet. Così, mentre si discuteva sul da farsi mi è scappato l’occhio sul dividendo di Banca Intesa che ha staccato un dividendo che sfiora il 10%. Da non crederci, se non fosse vero. Subito mi è scattata la provocazione all’analista che segue il settore: “Perché Intesa non è all’acquisto?”. La risposta è stata: “Sì, fin qui hanno avuto un sacco di soldi da distribuire, ma il domani non sarà così roseo!”. Primo, tutte le banche italiane sono piene di BTp e, visto che l’economia italiana arranca - è appena uscito un ritocco all’ingiù del Pil - e che lo spread sale, non è detto che i BTp presto non diventino zavorra. Secondo, le regole per “essere banca” - i vari Basilea 2, 3, 4 e chi più ne ha, più ne metta - si fanno sempre più stringenti e ciò vuol dire maggiori accantonamenti (è il fieno che si mette in cascina per i tempi duri) che saranno sottratti dagli utili e, quindi, alla possibilità di dare dividendi. Terzo, il sostituto di Draghi alla Bce potrebbe essere un tedesco inflessibile, per cui le banche italiane non saran più trattate col guanto di velluto come ora. Insomma, troppe incognite. E aggiungo che il mestiere della banca sta mutando con sfide importanti che fan male anche a chi fin qui aveva vita facile (vedi Banca Ifis di cui ti parlo in Detto tra noi). Non da ultimo c’è la sfida del cambiamento tecnologico. Sempre in Detto tra noi ti parlo di equity crowdfunding e di come questo nuovo modo di raccattare soldi da te risparmiatore stia mettendo all’angolo il ruolo di intermediazione che fin qui è stato di dominio bancario. Cosa che, peraltro, mi inquieta. Di schifezze ne ho viste tante (Argentina, Cirio, Parmalat…) e mi son persuaso che le banche non siano delle sante, anzi, ma il Far West che si crea con le nuove tecnologie è pure peggio: mi ricorda i casi in cui acqua e sale sono stati spacciati in televisione per miracolose cure anticancro. Non sempre si può fare a meno di competenza e professionalità e di regole. Quelle che trovi in banca. Mai mi sarei sognato di dire questo, ma il rischio di scappar dalla padella per finire sulle braci c’è. C’è.

Vincenzo Somma

Direttore Responsabile Altroconsumo Finanza

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