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Vendere, sì… ma come?

13 giorni fa - venerdì 7 giugno 2019
Ti abbiamo detto, vedi qui, che, se hai in mano più azioni di quelle indicate dal portafoglio “ideale” a cui ti ispiri, ne devi vendere una parte. Sì, ma… nella pratica, come fare?
Altroconsumo Finanza

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Strade divergenti

Supponiamo che tu abbia deciso di ispirarti al nostro profilo di investitore difensivo. In questo momento dovresti avere in portafoglio il 15% di azioni, ma può capitare che il loro peso sia in realtà più alto – per esempio il 20% o oltre. I motivi di questo scostamento possono essere i più diversi: perché hai cominciato da poco a seguire questo profilo e hai ancora “l’eredità” degli acquisti fatti in passato, perché hai acquistato autonomamente altre azioni che ritieni abbiano buone potenzialità, perché ti sei perso alcuni dei nostri cambi di portafoglio… o semplicemente perché è da un po’ che non fai manutenzione ai tuoi investimenti, e le variazioni dei prezzi ti hanno portato lontano dalla ripartizione “ideale” tra azioni e bond. Qualunque sia il motivo, ecco un vademecum su come rimettere ordine nel tuo portafoglio.

Punto primo: fare pulizia

Quando in casa ti cimenti con le grandi pulizie, spesso è l’occasione per liberarti di cose vecchie o inutili. Con gli investimenti è la stessa cosa: sei sicuro che tutto ciò che hai nel conto titoli sia da tenere? Può sembrare banale, ma dalle mail e dalle telefonate che riceviamo sappiamo che spesso anche chi si dice “fedele” ai nostri portafogli ha in tasca titoli di cui suggeriamo la vendita: azioni in perdita su cui ti scoccia concretizzare lo smacco, azioni o bond della tua banca che hai comprato per l’insistenza del bancario e non perché redditizie… le prime cose da vendere sono queste.

Punto secondo: il paese fa per te?

Dopo esserti liberato delle “zavorre”, devi entrare un po’ più nel dettaglio. Nel caso del profilo difensivo, il 15% in azioni dovrebbe essere equamente ripartito tra azioni dell’Eurozona, azioni britanniche e azioni svedesi. Tutto il resto, via: vendi, anche se sul nostro sito trovi un consiglio diverso. Prendiamo per esempio le azioni australiane, rappresentate dall’Etf iShares Msci Australia (31,95 euro, Isin IE00B5377D42); sul nostro sito, nella scheda relativa a questo Etf, troverai il consiglio “acquista” perché questo prodotto è interessante per chi accetta un livello di rischio più elevato e segue il profilo di investitore dinamico. Ma per te che hai scelto una strategia di investimento più prudente, non va bene.

Punto terzo: faccia a faccia con i prodotti

Tutto questo non è bastato a ridimensionare le tue azioni al 15% del totale? Allora devi vendere anche le azioni dell’Eurozona, inglesi o svedesi in eccesso. Se hai solo un prodotto che investe in ogni Borsa, la scelta è obbligata: se per esempio hai 8.000 euro dell’Etf iShares Omx Stockholm (47 SEK, Isin IE00BD3RYZ16) e il tuo portafoglio complessivo è di 100.000 euro, devi vendere 3.000 euro di questo Etf per riportare al 5% il peso della Borsa di Stoccolma. Se invece hai diversi prodotti che puntano sulla stessa Borsa (per esempio un fondo, un Etf e singole azioni tutte relative all’Eurozona), non è detto che la cosa migliore sia vendere un pezzetto di tutto. Anzi, quasi mai è una buona scelta: vendere poche centinaia di euro di ogni prodotto rischia di costarti di più in commissioni.

Meglio vendere solo i prodotti del risparmio gestito o solo le azioni. Se queste ultime sono troppo poche per garantirti una certa diversificazione (per esempio sono meno di cinque per ogni Borsa, e magari dello stesso settore), allora molto probabilmente ti conviene vendere quelle. In caso contrario, puoi scegliere cosa tenere e cosa vendere in base al tempo che puoi dedicare ai tuoi investimenti: le azioni in genere richiedono più attenzione rispetto ai prodotti del risparmio gestito, ma la contropartita sono i costi annui di gestione che paghi su fondi e Etf. Infine, considera il “fattore fisco”: se hai minusvalenze che scadono tra pochi mesi, vendendo le azioni puoi sfruttare questo vantaggio fiscale e pagare meno tasse, con i prodotti del risparmio gestito no. Ora hai tutti gli elementi per decidere, non ti resta che metterti all’opera.

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