Abbott US0028241000

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59,31 USD 19/01/2018 22:00 New York
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Articoli

  • Analisi
    Abbott: cambia il consiglio 7 giorni fa - lunedì 15 gennaio 2018
    Nel 2017 le azioni Abbott sono salite di circa il 50%, comportandosi molto meglio del resto della Borsa americana (salita di circa il 20%).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Chi ben comincia... la settimana delle Borse 7 giorni fa - lunedì 15 gennaio 2018
    I primi giorni del 2018 sono stati positivi per le Borse. Questo buon momento ora affronta la prova dei conti trimestrali che piano piano le società cominciano a svelare.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Wall Street sale, Milano scende: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017
    Altro passo avanti per New York che porta a sei il numero dei bilanci settimanali consecutivi chiusi in attivo. Bene anche Tokio, che ha fatto +1,4%. Piatte, in media, le Borse dell’eurozona, con Piazza Affari (-0,3%) tra le peggiori.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.

    Variazioni settimanali su prezzi al 29/09/17

     

    Wall Street tra Trump e Yellen

    Due gli eventi che hanno caratterizzato l’andamento della Borsa americana. Primo: la tanto attesa riforma fiscale di Trump sembra prendere forma. Il mercato ha gradito, anche se per ora, considerati i fallimenti sulla riforma sanitaria, preferisce non lasciarsi andare in facili entusiasmi. Secondo: le nuove dichiarazioni da parte della Banca centrale americana hanno rafforzato la sensazione che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa arrivare a dicembre. Questo ha fatto bene ai titoli bancari Usa (+1,8%). New York ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un progresso del 4%. Dall’inizio dell’anno il rialzo è del 12,5%.

     

    La spinta del petrolio

    Altra spinta, e non solo per la Borsa a stelle e strisce, è arrivata dai titoli del settore petrolifero, saliti, in media, dello 0,8%. Complice il rischio di uno stop alle esportazioni di greggio dal Kurdistan, il prezzo dell’oro nero ha fatto un altro balzo dell’1,3%. In particolare, si è distinta Exxon Mobil (81,98 Usd; Isin US30231G1022), salita in settimana del 2,6%. Il titolo ha ormai recuperato del tutto i pesanti cali registrati in agosto, ma resta comunque eccessivamente penalizzato: acquista per il lungo periodo. Gli altri titoli petroliferi che consigliamo sono Chevron (117,5 Usd; Isin US1667641005) e Repsol (15,59 euro; Isin ES0173516115).

     

    Tecnologia al palo

    Settimana di alti e bassi per il settore tecnologico (+0,2%). Vista la volontà dei principali Paesi europei di andare avanti con lo studio della web tax (in pratica, fare in modo che i colossi del settore paghino tutte le tasse che ora riescono a “svicolare”), alcuni giganti di internet, come Facebook (+0,2%; 170,87 Usd, Isin US30303M1027), sono rimasti al palo. Non che il rischio di una web tax sia concreto – se mai passerà, ci vorrà del tempo perché venga applicata – ma comunque le azioni Facebook sono a nostro parere care. Vendi. Inoltre, tutto il settore della tecnologia non è oggi a buon mercato in Borsa – le società che fanno microchip, per esempio, hanno messo su il 13% nel solo terzo trimestre e il 29% da inizio anno. Ti sconsigliamo di comprare fondi e Etf che puntano in generale sul settore tecnologico. Piuttosto, punta su alcuni singoli titoli che abbiamo scelto per te. Tra questi c’è Intel (38,08 Usd; Isin US4581401001) che in una settimana non brillante per il settore ha messo su il 2,4% dopo che si sono diffuse indiscrezioni sul fatto che Tesla (341,10 Usd, Isin US88160R1014; vendi) abbia intenzione di scegliere i microchip di Intel per i “pannelli di controllo” all’interno delle sue auto. Secondo noi le azioni Intel sono convenientiApple (154,12 Usd; Isin US0378331005) si è salvata (+1,5%) nonostante le indiscrezioni sul fatto che le vendite dell’iPhone8 siano le più basse dal 2013. Anche gli ordini dell’iPhone X potrebbero non essere alti come previsto. Al più, mantieni le azioni Apple.

     

    Una luce nel buio

    Settimana negativa per i titoli farmaceutici, scesi, in media, dello 0,4%. Si è distinta, però, Abbott (53,36 euro; Isin US0028241000), salita dell’1,6% dopo la notizia che il suo prodotto FreeStyle Libre – permette ai pazienti con il diabete di restare sotto controllo senza doversi pungere –potrà essere a breve venduto anche negli Usa. Anche se ai massimi degli ultimi 5 anni, il titolo resta, secondo noi, correttamente valutato. Mantieni. Sanofi (84,01 euro; Isin FR0000120578) potrà vendere un suo farmaco importante anche in Europa. Mantieni.

     

    Tutte le strade portano a parigi

    A dare pepe alle azioni europee sono state diverse operazioni di fusione e acquisizione. Una delle più rilevanti riguarda la fusione tra le attività ferroviarie di Siemens (tedesca) e Alstom (francese). Non sono titoli che seguiamo, ma l’operazione riguarda da vicino anche un titolo della nostra selezione: Bouygues (40,15 euro; Isin FR0000120503). Questa società, qualche anno fa, aveva comprato circa il 30% di Alstom – era stata attirata dalle buone prospettive delle attività nucleari di quest’ultima. È da tempo, però, che le prospettive del nucleare si sono offuscate e che Bouygues tenta di vendere la fetta di Alstom che ha in mano: la mega-fusione nelle ferrovie potrebbe riaprire la partita e permettere a Bouygues di vendere a buon prezzo. Le azioni Bouygues in settimana sono andate bene, guadagnando il 2,8%, ma, a nostro parere, non è ancora il momento di venderle. Mantieni. Parigi è stata protagonista di un’altra importante operazione, che ci riguarda più da vicino: è finalmente stato trovato l’accordo tra la nostra Fincantieri e Stx – operano in ambito navale. Anche in questo caso l’operazione coinvolge un titolo che noi seguiamo: Leonardo (15,85 euro), la ex-Finmeccanica. Le azioni Leonardo sono salite del 3,3%: l’accordo allontana, infatti, il rischio di una perdita potenziale di commesse dal settore militare navale. Il titolo è correttamente valutato. Mantieni. Il 4 ottobre Pirelli riprende le contrattazioni a Piazza Affari. Il prezzo di collocamento è stato fissato verso il minimo inizialmente previsto: 6,5 euro.

     

    Asse tra svizzera e stati Uniti

    Un’altra operazione “straordinaria” – così vengono chiamate in finanza le cessioni di attività o le acquisizioni di aziende– si è svolta sull’asse Svizzera – Stati Uniti. General Electric (24,18 Usd; Isin US3696041033) ha venduto la divisione soluzioni industriali alla svizzera ABB a un prezzo che ci sembra soddisfacente per un’attività così poco redditizia. Il mercato, però, non ha premiato più di tanto questa operazione, tanto che il titolo General Electric ha chiuso la settimana in calo del 2,8%. L’attesa è per soluzioni ancora più drastiche di questa: vedremo se il nuovo management, che dovrebbe delineare la strategia del gruppo tra qualche settimana, deluderà queste attese o no. Intanto limitati a mantenere le General Electric. Parlando di Svizzera, Nestlé (81,1 franchi; Isin CH0038863350) ha smentito le voci di una vendita del suo pacchetto di azioni L’Oréal (179,9 euro; Isin FR0000120321). Mantieni Nestlé, vendi L’Oréal.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Per ora, nel corso del 2017, Oriflame ha staccato due volte il dividendo: 0,75 euro lordi per azione a metà maggio e poi 0,25 euro lordi per azione a metà agosto.

    @Angelo Non importa che il tuo Etf sia azionario o meno. Le sue plusvalenze non saranno mai compensabili con minusvalenze pregresse, siano esse ottenute su azioni o su altri Etf.

    @Fabrizio Un prezzo di Rio Tinto pari a 3.473 pence equivale a un prezzo di 34,73 sterline. Se il cambio è di 1,1341 euro per ogni sterlina, allora il prezzo di Rio Tinto è di 39,387 euro.

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  • Analisi
    Abbott: management più ottimista 6 mesi fa - martedì 25 luglio 2017
    Forte di solidi risultati trimestrali, il gruppo guarda al futuro con maggior ottimismo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (24/07/2017): 50,80 USD

    Ai prezzi attuali, il potenziale di crescita del titolo è, però, troppo limitato per un acquisto.

    Consiglio: mantieni

    Dopo un 2° trimestre solido, l’americana Abbott (Isin US0028241000) ha alzato leggermente le sue previsioni per il 2017. Nella divisione nutrizione le vendite restano deboli (+0,5% su base comparabile), ma sono migliorate grazie al lancio di nuovi prodotti che compensano le condizioni ancora difficili del mercato cinese (forte concorrenza). Il gruppo, in seguito all’acquisizione di St Jude e Alere, ha rallentato la crescita del dividendo e sospeso il piano di acquisto di azioni proprie, ma dovrebbe essere solo uno stop temporaneo. A più lungo termine, infatti, grazie all’acquisizione strategicamente importante di St Jude, Abbott dovrebbe migliorare la sua capacità di lanciare dei nuovi prodotti. Per quanto riguarda Alere, anche se ha spuntato un prezzo più basso, dovrà affrontare le indagini in corso per i dubbi sulle pratiche di vendita di questa società. Tenendo conto di tutti questi elementi alziamo le stime sull’utile per azione 2017 (da 1 a 1,1 dollari), ma le lasciamo invariate a 2 dollari per il 2018. Limitati a mantenere questa azione correttamente valutata.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 59,07 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 40,31 USD
ISIN US0028241000
Borsa New York
Beta 0,64
Volatilità 18,89 %
Numero di azioni 1.740.600.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 102,82 USD
Settore Salute e farmacia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 312.449 USD
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,13 1,08 1,05 0,98
Utile corrente 1,90 1,00 0,95 2,18
Utile netto 1,90 1,00 0,95 2,96
Cash Flow corrente 3,10 2,15 1,86 3,16
Cash Flow netto 3,10 2,15 1,86 3,94
EBIT 2,75 1,35 2,16 2,66
EBITDA 3,95 2,50 3,07 3,64
Patrimonio netto 14,65 13,85 13,94 14,40
Patrimonio netto tangibile 2,60 3,55 8,73 7,86

Rendimento in euro

Abbott Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 2,39 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 15,78 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 29,31 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 16,89 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 110,50 % 32,62 % 59,68 %
Current ratio - 4,02 1,54 1,45
ROE - 6,82 % 15,36 % 16,27 %
ROE netto - 6,82 % 20,85 % 10,61 %
Margine lordo - 56,73 % 57,89 % 58,71 %
Margine netto - 6,71 % 21,68 % 10,23 %
EBIT margin - 15,27 % 19,50 % 13,90 %
EBITDA margin - 21,76 % 26,71 % 20,84 %
Tax rate - 2,03 % 11,54 % 24,45 %
Gearing - 9,21 13,47 15,39
Patrimonio netto / totale attivo - 39,34 % 51,70 % 52,43 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 1,91 % 1,81 %
Prezzo/utile corrente 31,22 59,31
Prezzo/cash flow corrente 19,13 27,59
Prezzo/patrimonio netto 4,05 4,28
Prezzo/patrimonio netto tangibile 22,81 16,71
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,06 % -

(e) : stima

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