adidas Group

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189,40 EUR 19/06/2018 17:35 Francoforte
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Articoli

  • Analisi
    Adidas Group: ricavi in crescita, ma... un mese fa - lunedì 14 maggio 2018
    Nonostante i buoni dati trimestrali e la conferma degli obiettivi annuali, il mercato non ha premiato il titolo: c’è il rischio che i Mondiali di calcio 2018 non giovino agli affari del gruppo al pari di quelli del 2014.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Adidas Group: solidi risultati annuali 2 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    I solidi risultati annuali, l’aumento del 30% del dividendo e il lancio di un piano triennale di acquisto di azioni proprie hanno spinto di nuovo in alto il titolo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (23/03/2018): 195,15 euro

    In base alle nostre stime sull’utile per azione 2018 (8,15 euro) e 2019 (9,5 euro), ai prezzi attuali l’azione resta, però, cara.

    Consiglio: vendi

    Grazie a un robusto 4° trimestre (+19% il fatturato senza effetti di cambio), i ricavi di tutto il 2017 di Adidas (Isin DE000A1EWWW0) sono saliti del 16% e la redditività industriale si è attestata al 9,8%. L’utile per azione è cresciuto meno dei ricavi (+6,7%), ma solo a causa di sfavorevoli effetti fiscali (negli Usa) e di perdite sulla vendita di attività marginali (legate a golf e hockey). Vendite in Cina, Usa e tramite internet vanno bene e così il gruppo ha rialzato dall’11% all’11,5% l’obiettivo sulla redditività industriale nel 2020. Secondo noi, però, il management sta sottovalutando la concorrenza di Nike che, per riconquistare le quote di mercato perse negli Usa, potrebbe scatenare una guerra dei prezzi che metterebbe sotto pressione i margini di guadagno del gruppo. La prudenza si impone: se lo hai in portafoglio, approfitta della recente salita di prezzo del titolo per disfartene.

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  • Analisi
    Pillole dalle società quotate 10 mesi fa - venerdì 4 agosto 2017

    Ecco un commento su diverse società della nostra selezione che hanno pubblicato i conti trimestrali in questi giorni.

    Banconote dollari e euro

    Banconote dollari e euro

    Prezzi al 03/08/17

     

    Adidas (193,20 euro; Isin DE000A1EWWW0) ha messo a segno un buon secondo trimestre. I ricavi (effetti di cambio esclusi) sono saliti del 19%, mentre gli utili per azione sono saliti di circa il 14%. I conti sono stati trainati dalle vendite in Cina e negli Stati Uniti (dove la redditività è elevata). Buona anche la spinta arrivata dalle vendite online, mentre la Russia ha un po’ frenato la crescita del gruppo. I vertici si dimostrano molto ottimisti, ma noi ritocchiamo solo lievemente al rialzo le stime sull’utile per azione del 2017 (a 6 euro). Il titolo è caro. Vendi.

     

    Eli Lilly (81,93 euro; Isin US5324571083) ha pubblicato risultati trimestrali sopra le attese. Ha, però, anche comunicato che la domanda per l’approvazione del trattamento sperimentale Olumiant (contro l’artrite reumatoide) non verrà presentata all’autorità sanitaria Usa prima di 18 mesi. È una cattiva notizia, nel frattempo i concorrenti potrebbero già sbarcare sul mercato con prodotti simili. Azione al più correttamente valutata. Mantieni.

     

    Enel (4,94 euro) ha chiuso il primo semestre dell’anno con risultati sostanzialmente allineati alle nostre attese. I ricavi sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima grazie a un buon andamento dei prezzi dell’energia in Italia. Gli utili industriali, però, sono scesi di circa il 5% per effetto del clima in Spagna – il gruppo ha dovuto produrre elettricità da fonti di energia più costose. Abbiamo, per prudenza, ritoccato al ribasso le stime sull’utile per azione del 2017 da 0,34 a 0,33 euro (da 0,39 a 0,37 euro per il 2018), ma il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Eni (13,5 euro) ha archiviato il secondo trimestre dell’anno con risultati senza infamia e senza lode. La produzione di idrocarburi è stata lievemente inferiore alle nostre attese (così come le vendite di gas), mentre i ricavi nelle attività di raffinazione sono andati meglio del previsto. Bene il controllo dei costi e un aiuto è arrivato anche dalla riduzione dell’imposizione fiscale. Complice l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio, abbiamo confermato le stime di un utile per azione di 0,45 euro nel 2018. Il titolo è correttamente valutato. Mantieni. 

     

    GlaxoSmithKline (1.528 pence; Isin GB0009252882) ha presentato conti trimestrali in linea con le attese. Ha, però, abbassato le previsioni sull’utile per azione di fine anno a causa dei maggiori costi previsti per il lancio di un trattamento per l’HIV. Per cercare di recuperare un po’ di denaro, il gruppo sospenderà 30 progetti di ricerca e cercherà di vendere alcune attività ritenute non strategiche. Titolo correttamente valutato. Mantieni.

     

    Merck (63,52 Usd; Isin US58933Y1055) ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con risultati superiori alle attese. A far da traino, le vendite del Keytruda, un trattamento omologato nel 2014 per la cura del melanoma, ma poi autorizzato al trattamento di altre forme di cancro. Bene anche il Zepatier (contro l’epatite C), lanciato nel 2016, che ha già registrato vendite in crescita del 60%. Non così entusiasmanti le vendite degli altri farmaci, dove la concorrenza dei farmaci generici si fa sentire. Al punto che la società, per prudenza, ha abbassato le stime sugli utili di fine anno. Noi, comunque, continuiamo a ritenere il titolo correttamente valutato. Mantieni.

     

    Phillips (32,04 euro; Isin NL0000009538) nel secondo trimestre dell’anno ha registrato un rialzo di vendite (+4%, a perimetro aziendale costante) e di utile industriale (+10%) in linea con le attese. I costi di ristrutturazione e le spese legate ad alcune acquisizioni hanno però fatto crollare l’utile per azione di circa il 40%, un risultato peggiore delle nostre attese. Il secondo semestre dovrebbe andare meglio (buon portafoglio di ordini), ma il titolo secondo noi resta caro e vendere.

     

    Procter & Gamble (90,86 Usd; Isin US7427181091) ha chiuso il 30 giugno il suo anno fiscale 2016/2017. Le vendite sono rimaste in linea con quelle dell’anno precedente. Il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) si è, però, assestato al 21,5% – era al 17,2% alla fine del 2012/2013 – un miglioramento dovuto alle vendite di attività poco profittevoli, al contenimento dei costi e alla capacità di alzare i prezzi di vendita per alcuni dei suoi prodotti. Sono attesi ulteriori risparmi sui costi per 3,8 Usd per azione entro il 2021. Alcuni azionisti stanno facendo pressione contro gli attuali manager, ritenuti poco capaci di far crescere il gruppo. Rivoluzioni importanti sono comunque escluse per ora, anche se il titolo, come spesso accade, si è ringalluzzito un po’ all’idea. Confermiamo stime e consiglio. Mantieni.

     

    Solvay (124,55 euro; Isin BE0003470755) ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con ricavi in crescita dell’8% (effetti di cambio esclusi) e con una salita dell’utile industriale (elementi straordinari esclusi) del 18% - il rapporto tra utili industriali e fatturato è salito dal 22% al 23%. Abbiamo ritoccato al rialzo le nostre stime sui risultati a fine 2017 e fine 2018, ma il titolo ai prezzi attuali resta correttamente valutato.

     

    Texas Instruments (81,36 Usd; Isin US8825081040) ha presentato conti del secondo trimestre e previsioni per il trimestre in corso superiori alle nostre attese. La domanda di chip dal settore delle auto si fa particolarmente sentire, segno che gli investimenti fatti in questi anni per coprire questa fetta di mercato sono stati lungimiranti. Alziamo le stime sull’utile per azione 2017 d 3,95 a 4,15 Usd, ma il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

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  • Analisi
    Adidas group: nuove prospettive un anno fa - lunedì 20 marzo 2017
    Dopo la pubblicazione dei conti del 2016 e delle prospettive per i prossimi esercizi, il titolo è volato sui massimi degli ultimi anni. Abbiamo ritoccato al rialzo le nostre stime.

    Prezzo al momento dell'analisi (17/03/17): 182,94 EUR
    Consiglio:Vendi

    Adidas (Isin DE000A1EWWW0) ha chiuso il 2016 con ricavi in rialzo del 18% (effetti di cambio esclusi) e utili per azione in crescita del 61% (gonfiati da guadagni straordinari). I nuovi vertici sono, quindi, partiti all’offensiva, annunciando da qui al 2020 una crescita media annua degli utili tra il 20% e il 22%. L’accento sarà messo sull’abbigliamento (già 30% del fatturato) e sullo sviluppo in Nord America, anche con le vendite online. Il mercato ha apprezzato questi obiettivi ambiziosi (il giorno dell’annuncio il titolo ha fatto +9,4%) e anche noi alziamo le stime sull’utile per azione 2017 (a 6,2 euro) e 2018 (a 7 euro). Tuttavia, Adidas rischia di incontrare ostacoli sulla sua strada: in Nord America, dove la concorrente Nike è molto più forte, faticherà a migliorare la redditività. Né Adidas potrà permettersi errori nel valutare i gusti dei consumatori per quanto riguarda l’abbigliamento.

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  • Analisi
    Adidas Group: prudenza sul futuro un anno fa - giovedì 17 novembre 2016
    Gli annunci più prudenti del nuovo management hanno fatto perdere terreno al titolo, dopo la corsa realizzata dall’inizio dell’anno.

    Prezzo al momento dell'analisi (16/11/2016): 137,33 euro

    Noi manteniamo invariate le stime sull’utile per azione 2016 (5 euro) e 2017 (5,25 euro) e, nonostante il recente calo, l’azione è ancora cara.
    Consiglio: vendi
    Con una crescita del fatturato del 17% (senza effetti di cambio) e dell’utile per azione del 15,3% nel 3° trimestre, la situazione di Adidas (Isin DE000A1EWWW0) resta invidiabile. Il fatto, però, che il nuovo management preveda un rallentamento della crescita il prossimo anno ha calmato l’entusiasmo dei mercati. Nel 2017 Adidas dovrà fare i conti – oltre che con l’assenza di grossi eventi sportivi – con il rallentamento in Nord America, dove la concorrenza (soprattutto di Nike) resta agguerrita. Non è detto, quindi, che la redditività del gruppo, che nel 3° trimestre ha segnato il passo (-0,2% il margine industriale) e che dipende sempre dagli Usa, riesca a crescere, anche se è stata decisa la ristrutturazione di Reebok. L’obiettivo del management di una crescita media annua degli utili del 15% tra il 2015 e il 2020 ci sembra, quindi, troppo ambizioso.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 213,90 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 164,57 EUR
ISIN DE000A1EWWW0
Borsa Francoforte
Beta 0,87
Volatilità 27,12 %
Numero di azioni 209.216.100
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 40,77 EUR
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 436 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 3,40 2,60 2,00 1,60
Utile corrente 8,15 5,42 5,08 3,15
Utile netto 8,15 5,42 5,08 3,15
Cash Flow corrente 10,75 9,69 7,05 5,08
Cash Flow netto 10,75 9,69 7,05 5,08
EBIT 11,90 8,72 7,45 5,03
EBITDA 14,50 12,61 9,42 6,98
Patrimonio netto 29,57 29,04 30,12 26,70
Patrimonio netto tangibile 23,44 23,06 23,11 19,75

Rendimento in euro

adidas Group Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 1,16 % 2,17 % 6,56 %
Rendimento ultimi 6 mesi 13,79 % -1,72 % 4,87 %
Rendimento ultimo anno 13,47 % -0,69 % 9,92 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,48 % 5,66 % 14,13 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 39,63 % 50,47 % 61,84 %
Current ratio - 1,31 1,40 1,68
ROE - 16,76 % 11,86 % 9,21 %
ROE netto - 16,76 % 11,86 % 9,21 %
Margine lordo - 49,60 % 48,93 % 48,49 %
Margine netto - 5,19 % 3,74 % 3,36 %
EBIT margin - 7,58 % 5,91 % 5,52 %
EBITDA margin - 9,59 % 8,21 % 8,26 %
Tax rate - 29,41 % 35,48 % 35,33 %
Gearing - 1,78 9,05 5,44
Patrimonio netto / totale attivo - 39,88 % 39,93 % 42,80 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 1,74 % 1,33 %
Prezzo/utile corrente 23,91 35,95
Prezzo/cash flow corrente 18,13 20,11
Prezzo/patrimonio netto 6,59 6,71
Prezzo/patrimonio netto tangibile 8,31 8,45
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,33 % -

(e) : stima

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