Ahold Delhaize NL0011794037

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Articoli

  • Analisi
    Ahold Delhaize: nuovi acquisti di azioni proprie 12 giorni fa - lunedì 8 gennaio 2018
    Il mercato ha gradito il lancio un nuovo programma di acquisto di azioni proprie. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ahold Delhaize: buone notizie dai concorrenti un mese fa - venerdì 1 dicembre 2017
    Le buone notizie provenienti dal concorrente Kroger hanno fatto bene al titolo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (30/11/2017): 18 euro

    Nonostante la forte salita degli ultimi giorni, ai prezzi attuali l’azione resta conveniente.

    Consiglio: acquista

    Nei giorni scorsi il titolo Ahold Delhaize (Isin NL0011794037) ha beneficiato della pubblicazione di solidi risultati trimestrali da parte del distributore americano Kroger. Il mercato ha interpretato questi dati come una prova che i timori di forti pressioni concorrenziali, legate all’arrivo di Amazon nel settore della distribuzione e all’offensiva di Wal-Mart, potrebbero essere eccessivi. 

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  • Analisi
    Ahold Delhaize: resiste alla concorrenza negli Usa 2 mesi fa - lunedì 13 novembre 2017
    Dopo il tracollo della scorsa primavera/estate legato alla crescita della concorrenza negli Usa, i risultati del 3° trimestre hanno rassicurato il mercato e il titolo ha iniziato a risalire.

    Prezzo al momento dell'analisi (10/11/17): 17,06 EUR
    Consiglio: Acquista

     

    Nel 3° trimestre il fatturato di Ahold Delhaize (Isin NL0011794037) è sceso dell’1,1% rispetto al 3° trimestre 2016, ma solo a causa degli effetti di cambio. Senza tenerne conto, i ricavi mostrano un progresso del 2,1% e l’utile industriale, addirittura, una crescita del 9,8%. L’aspetto più rassicurante dei conti riguarda gli Usa (62% dei ricavi): qui la quota di mercato è aumentata ancora, nonostante la concorrenza sempre più forte. A detta dei vertici, inoltre, il gruppo, grazie alle vendite online, si starebbe difendendo bene dall’ingresso di Amazon nel campo dei supermercati. Sul mercato belga, in crisi da un po’ di tempo, i prezzi saranno ribassati e sarà rafforzata la collaborazione con Albert Heijn. Per il 2017 il management conferma gli obiettivi di redditività e conta di accelerare i risparmi di costo. Stimiamo un utile per azione di 1,16 euro nel 2017, 1,39 euro nel 2018 e 1,50 euro nel 2019. 

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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  • Analisi
    La crisi di Ahold Delhaize falcia anche il prezzo di Esselunga 4 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Le azioni Ahold Delhaize hanno perso in agosto circa il 13%. Questo fa piangere anche gli eredi Caprotti, quelli di Esselunga: il valore del noto supermercato lombardo si è ridotto del 30% nel giro di 2 mesi. Che sta succedendo? C’è da scappare dalle azioni dei supermercati? 
     AHOLD NON RISCHIA IL FALLIMENTO…

     

    Ahold Delhaize (15,8 euro; Isin NL0011794037) è una società solida. Ha 6.500 supermercati sparsi in 11 Paesi del mondo, fa oltre 60 miliardi di euro di ricavi ogni anno e dovrebbe chiudere quest’anno con oltre 1 miliardo di euro di utili. Ha circa 7 miliardi di debiti, ma sono poca cosa: ha, infatti, oltre 3 miliardi di euro di liquidità già in cassa e, con la sua sola attività, dovrebbe produrne da quest’anno oltre 1,5 miliardi ogni anno – il dato è già al netto degli investimenti per la crescita e del pagamento degli interessi su quel debito. Non per nulla il rapporto tra debito netto e utile industriale atteso è pari a circa 0,6, inferiore all’1,4 medio dei concorrenti.

     

    … MA IL MERCATO TEME MENO UTILI IN FUTURO

    Cos’ha fatto calare il titolo? La mossa a sorpresa di Amazon, che il 16 giugno acquisisce Whole Foods, catena di supermercati Usa. Il gruppo non perde tempo e, nei giorni scorsi, taglia drasticamente i prezzi di alcuni prodotti di Whole Foods. Perché questo fa paura? Perché Amazon negli Usa ha storicamente messo in difficoltà tutte le società dei settori in cui si è mossa – dai tradizionali negozianti, alle case di produzione di serie tv (offre anche questo tipo di contenuto) – e ora, il mercato, teme che lo stesso possa accadere con i supermercati. La paura è che si inneschi una guerra al ribasso sui prezzi di vendita che possa erodere ulteriormente i già piccoli margini di guadagno che caratterizzano questo settore – un rapporto tra utili industriali e fatturato nell’ordine del 5% è già ottimo per i supermercati.

     

    5 MOTIVI PER CUI SIAMO OTTIMISTI SU AHOLD

    Noi crediamo che Ahold abbia i mezzi per resistere alla concorrenza. Primo: Whole Foods non solo è una catena piccola – 470 negozi contro gli oltre 2.000 di Ahold negli Usa – ma vende soprattutto prodotti biologici, una nicchia di mercato che poco si sovrappone con quella in cui opera Ahold – supermercato generalista. Secondo: i dati del secondo trimestre, che già scontano l’arrivo di un concorrente temibile come Lidl sul mercato Usa, hanno comunque mostrato una piccola crescita dei ricavi sul suolo americano sia rispetto al secondo trimestre 2016 (+3%), sia rispetto al primo trimestre 2017 (+0,5%). Terzo: i risparmi di costo stanno superando le previsioni – 250 milioni di euro inattesi. Quarto: il gruppo ha già detto che reinvestirà questi soldi derivanti dai risparmi di costo proprio negli Usa, per fidelizzare la clientela. Quinto: l’attività in Olanda, che pesa per il 20% dei ricavi, sta andando bene, soprattutto grazie alle vendite online. Se è vero che la concorrenza negli Usa sarà forte – un altro grande concorrente come Wal Mart (78,37 Usd; Isin US9311421039) sta investendo molto sulle vendite online grazie a un accordo con Google – è anche vero che Ahold sembra avere l’esperienza e i mezzi per affrontarla. Il titolo è stato eccessivamente sanzionato: a breve potrebbero esserci alti e bassi, ma siamo fiduciosi per una ripresa nel lungo periodo. L’azione è conveniente. Acquista. 

     

    AMAZON: IMPROPONIBILE

    Non conviene comprare Amazon (978,25 Usd; Isin US0231351067)? È innegabile che in questi anni la società abbia dimostrato di avere il “tocco magico”: da fine 2013 i ricavi sono raddoppiati, gli utili si sono quasi decuplicati. Oggi è una società a tutto tondo. Con successo vende oggetti, consegna cibo, produce contenuti televisivi e potrebbe ancora crescere – le manca quasi solo di mettersi a produrre medicinali, ma magari potrebbe investire anche in questo senso (acquistando Teva Pharma, 15,86 Usd?).

    UN 2017 DIFFICILE PER I SUPERMERCATI USA

    1.            Dma_spk.svg

    Ahold (grassetto, base 100; dividendi inclusi) ha pagato lo sbarco di Amazon (linea sottile) nel settore dei supermercati. La paura è che negli Usa si inneschi una guerra di prezzi che possa portare a una riduzione dei margini di guadagno per gli operatori del settore – non per nulla altre catene presenti solo negli Usa, come Kroger (linea di peso intermedio), hanno pagato in Borsa più di Ahold. Compra Ahold, non acquistare Amazon e Kroger.

     

    Va anche detto che le azioni della società sono scambiate a prezzi improponibili: paghi gli utili e il valore contabile della società circa 10 volte di più rispetto a quanto paghi, in media, gli utili e il valore contabile di qualsiasi altra società quotata – per esempio, il rapporto tra prezzo di Borsa e valore contabile di Amazon è pari a 24 contro il 2,1 medio del resto dei titoli mondiali. Inoltre la società non paga dividendi. A un minimo intoppo, il titolo, quasi decuplicato in 7 anni, rischia di prendere una batosta clamorosa. Non ci sentiamo di consigliarlo.

    Supermercati allo scanner: spunti di valutazione

    Nome

    Rendimento da dividendo

    Rapporto prezzo e utile

    Rapporto prezzo e valore contabile

    Rapporto tra debito netto e utile industriale

    Ahold Delhaize

    3,8%

    13

    1,3

    0,6

    Carrefour

    4,4%

    13,7

    1,2

    1,1

    Casey's General

    1%

    22,5

    3,1

    1,8

    Kroger

    2,4%

    10,5

    2,6

    2,3

    Loblaw

    3,6%

    14,6

    2

    2,1

    Morrison

    2,6%

    19,5

    1,4

    1

    Sainsbury

    4,5%

    11,5

    0,8

    0,8

    Sprouts markets

    0%

    20

    3,6

    1,4

    Target

    4,7%

    12,5

    2,6

    1,6

    Tesco

    2,3%

    16,5

    1,9

    0,9

    Wal-Mart

    2,6%

    18,7

    3

    1,2

    Woolworths

    3,6%

    20

    3,2

    0,5

    UNO SGUARDO AGLI ALTRI SUPERMERCATI

    Non vale la pena di investire in qualche altro supermercato? La risposta è no. Innanzitutto perché la guerra dei prezzi innescata dalle catene discount (Aldi e Lidl su tutte, che non sono quotate) c’è anche al di fuori degli Stati Uniti (soprattutto nel Regno Unito). E in secondo luogo, perché tra i principali attori del settore, Ahold è quella che nel complesso sembra avere i migliori indicatori di convenienza e di solidità – vedi la tabella Supermercati allo scanner: spunti di valutazione. Per esempio, il rapporto tra prezzo e valore contabile atteso per Ahold è di 1,3 contro il 2,1 medio del settore – più è basso, più l’azione è conveniente. L’unica società con indicatori significativamente migliori di quelli di Ahold è l’inglese Sainsbury (235,6 pence; Isin GB00B019KW72). Al momento non la consigliamo. Come Ahold ha problemi con la concorrenza – molto forte da parte dei discount – ma in più ha lo spettro di una possibile contrazione dei consumi da parte delle famiglie inglesi, anche per effetto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea – non per nulla sul listino londinese tendiamo a consigliare solo grandi multinazionali che possono beneficiare del calo della sterlina. Al più, mantieni le azioni Sainsbury che già hai.

     

    Esselunga: da 7 a 4,5 miliardi

    Due mesi fa un gruppo immobiliare cinese ha offerto oltre 7 miliardi per rilevare i supermercati Esselunga (più altre attività immobiliari legate alla società). Gli attuali proprietari della società, i figli e la moglie del fondatore Bernardo Caprotti, hanno rifiutato l’offerta, puntando a una quotazione in Borsa. Si era arrivati a sognare anche una valorizzazione di 10 miliardi di euro. Poi, però, è arrivata la mossa di Amazon e il tracollo dei titoli dei supermercati. Esselunga non può esserne immune: stando all’attuale valorizzazione media di Borsa degli altri supermercati e al bilancio del 2016 di Esselunga, archiviato con 260 milioni di utile netto e 7,5 miliardi di fatturato, secondo noi la catena di supermercati lombardi al momento vale 4,5 miliardi di euro. C’è da leccarsi le ferite. Chissà che gli eredi, spaventati da possibili altri cali, non decidano di cambiare idea e di vendere a un compratore estero: proprio Ahold, che ha più di 3 miliardi di liquidità, potrebbe essere un predatore interessato… 

    La competizione è forte anche fuori dagli Usa. Lo dimostra il caso Carrefour (16,94 euro; Isin FR0000120172), la cui azione è scesa del 16% nella scorsa settimana. Il motivo? L’allarme su un crollo dei risultati nel 2017. Si potrebbe rischiare un taglio del dividendo che ora offre un rendimento superiore a quello di Ahold. Sarebbe una sorpresa che il mercato non gradirebbe. Al più, se le hai, mantieni le azioni Carrefour.

    Kroger (22,42 Usd; Isin US5010441013) è uno dei supermarket più importanti negli Usa: ha quasi 3.000 negozi e ricavi per oltre 100 miliardi di dollari all’anno. È un titolo che ti abbiamo consigliato con successo in passato (vedi Altroconsumo Finanza n° 1056), ma che ora, nonostante il calo da inizio anno, 

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 20,76 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 14,80 EUR
ISIN NL0011794037
Borsa Amsterdam
Beta 0,80
Volatilità 19,34 %
Numero di azioni 1.281.292.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 23,90 EUR
Settore Distribuzione
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 96.236 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,67 0,58 1,86 0,55
Utile corrente 1,39 1,16 0,81 1,10
Utile netto 1,39 1,16 0,81 1,10
Cash Flow corrente 2,86 2,62 2,24 2,46
Cash Flow netto 2,86 2,62 2,24 2,46
EBIT 2,12 1,81 1,55 1,71
EBITDA 3,59 3,27 2,98 3,06
Patrimonio netto 12,69 11,97 12,23 6,74
Patrimonio netto tangibile 7,06 6,34 6,41 5,14

Rendimento in euro

Ahold Delhaize Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 15,41 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 8,43 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno -1,57 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 15,11 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 86,75 % 50,35 % 66,67 %
Current ratio - 1,00 1,11 1,05
ROE - 5,34 % 16,41 % 13,35 %
ROE netto - 5,34 % 16,41 % 13,35 %
Margine lordo - 26,92 % 27,14 % 26,50 %
Margine netto - 1,67 % 2,23 % 1,81 %
EBIT margin - 3,19 % 3,46 % 3,21 %
EBITDA margin - 6,13 % 6,19 % 5,99 %
Tax rate - 22,93 % 20,84 % 29,45 %
Gearing - 20,85 22,11 29,47
Patrimonio netto / totale attivo - 42,88 % 32,70 % 31,46 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,59 % 3,11 %
Prezzo/utile corrente 13,42 16,08
Prezzo/cash flow corrente 6,52 7,12
Prezzo/patrimonio netto 1,47 1,56
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,64 2,94
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,92 % -

(e) : stima

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