Ahold Delhaize NL0011794037

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Articoli

  • Analisi
    Ahold Delhaize e Wal Mart sotto pressione: che fare? 2 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    L’annuncio venerdì 16 giugno che Amazon ha acquisito Whole Foods Market ha messo in allarme il settore della distribuzione. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ahold Delhaize: risultati in crescita 3 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    La strategia di fondere Ahold e Delhaize si conferma valida. Secondo noi, c’è ancora spazio per delle sinergie: man mano che l’integrazione avanza, gli effetti si vedranno sui conti e sui dividendi del gruppo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Un raggio di sole: la settimana delle Borse 3 mesi fa - venerdì 28 aprile 2017
    Aprile si chiude in modo positivo per i listini azionari.

     Prezzi e valutazioni al 28/04/17

     

    Trump taglia le tasse (per ora)

    Due i motivi che hanno permesso a Wall Street di vivere una buona settimana. Il primo: la tassazione sui redditi fatti dalle aziende americane dovrebbe scendere dal 35% al 15%. All’inizio della settimana si erano diffuse le indiscrezioni sulle nuove aliquote e poi è stato lo stesso Trump a confermarle. Come spesso accade, la Borsa Usa è salita sulla base delle indiscrezioni e poi ha un po’ ripiegato una volta che sono arrivate le conferme – in inglese si usa l’espressione buy on rumors, sell on news, che in italiano potremmo tradurre come compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Il raffreddamento dell’entusiasmo è legato, però, anche al fatto che mancano ancora tutta una serie di dettagli sulla riforma fiscale e che l’iter parlamentare per la sua approvazione deve ancora partire – il fallimento della riforma sanitaria non depone bene in questo senso.

     

    Una serie di conti societari positivi…

    Il secondo: i conti trimestrali societari, in media, hanno rassicurato il mercato. Segnaliamo, in particolare, quelli di Caterpillar (102,68 Usd; Isin US1491231015), una società che fa macchine industriali e i cui conti sono considerati un indicatore della salute dell’economia mondiale. Ebbene, Caterpillar, oltre a pubblicare risultati trimestrali superiori alle attese, ha alzato anche i suoi obiettivi per tutto l’anno. In una sola giornata, il titolo ha messo su il 7,9%: secondo noi non è il caso di acquistarlo ora. Al più, se per caso dovessi averlo già in mano, mantienilo. I conti del colosso Usa della telefonia AT&T (39,91 Usd; Isin US00206R1023) non hanno riservato sorprese: confermiamo stime e consiglio. Mantieni.

     

    … che hanno fatto volare il Nasdaq

    Da segnalare ci sono anche i buoni risultati di diverse società del settore tecnologico. Texas Instruments (80,8 Usd; Isin US8825081040) ci ha particolarmente convinto, mostrando un rialzo degli utili per azione di circa il 40%. Le scelte strategiche fatte dal gruppo negli scorsi anni stanno pagando: anche se negli ultimi anni è salito tanto, secondo noi il titolo resta correttamente valutato. Se lo hai in mano, mantienilo. Buoni anche i conti di Corning (29,02 Usd; Isin US2193501051), che hanno mostrato una bella crescita delle vendite. Anche questo titolo ti ha dato fin qui delle soddisfazioni – viaggia sui massimi degli ultimi 10 anni – ma secondo noi non è ancora il caso di venderlo. Questi buoni risultati hanno spinto l’indice Nasdaq composite, che raccoglie tanti titoli tecnologici, a superare il livello di 6.000 punti – pensa che negli anni 2000, al massimo della “bolla” delle società legate a internet, l’indice aveva di poco superato i 5.000 punti. Buon per la società che gestisce il mercato dove si scambiano questi titoli tecnologici: si chiama, appunto, Nasdaq (68,67 Usd; Isin US6311031081) e ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un rialzo di ricavi e utili industriali di quasi il 10%. Le azioni viaggiano sui massimi di sempre e un po’ di prudenza, secondo noi, è d’obbligo: limitati, al più, a mantenere le azioni che già hai.

     

    Un sospiro di sollievo in Europa

    Le Borse europee hanno, invece, beneficiato del risultato elettorale in Francia: i due scenari che i mercati temevano di più – il ballottaggio tra i due candidati euroscettici o un ottimo risultato della Le Pen – non si sono concretizzati. La vittoria della Le Pen al secondo turno (si vota il 7 maggio) sembra ora improbabile: non per nulla, più ancora che la Borsa di Parigi, a beneficiare dell’esito elettorale è stata Piazza Affari – il nostro Paese è considerato dai mercati tra i più a rischio in caso di disgregazione della zona euro (Le Pen ha più volte dichiarato di voler portare la Francia fuori dall’euro in caso di vittoria). Se per caso avevi comprato il certificate 7x short (0,0163 euro; Isin DE000SG409N9) per scommettere su una vittoria della Le Pen, vendi anche se stai perdendo tanto – ricorda che quando fai speculazioni di questo tipo devi vendere senza pensarci due volte appena le perdite sul certificate arrivano intorno al 25%. Tra i titoli che maggiormente si sono distinti ci sono stati quelli del settore bancario: Unicredit (14,95 euro; acquista), per esempio, nella sola giornata di lunedì 24 aprile (a esito elettorale francese consolidato) è salita del 13,2%. Sul finire della settimana ha, però, un po’ ripiegato sulla scia del calo delle azioni di Deutsche Bank (16,7 euro; Isin DE0005140008): le difficoltà della banca tedesca sono ancora tante – nel primo trimestre di quest’anno ha visto il suo giro d’affari calare di quasi il 10%. Ti diciamo da tempo di liberarti delle azioni Deutsche Bank e se non l’hai ancora fatto, fallo ora. Anche le azioni delle società legate al lusso sono andate bene. A trainarle, in particolare, c’è stata LVMH (225,9 euro; Isin FR0000121014) che ha annunciato l’acquisizione completa di Christian Dior (ne possedeva già le attività legate a profumi e cosmetici). Dopo l’annuncio le azioni LVMH hanno messo su, in una sola giornata, il 4% circa: una reazione che giudichiamo esagerata. L’acquisizione, infatti, non porterà particolari benefici al gruppo, anzi contribuirà a far salire l’indebitamento. Il titolo è caro, vendilo. Atlantia (23,4 euro) ha ceduto il 10% della controllata Autostrade per l’Italia. Sono soldi che servono per l’acquisto di Abertis (16,18 euro; acquista). Il prezzo spuntato è un po’ inferiore alle nostre attese. Al più, mantieni. È stata una buona settimana anche per il gruppo bancario olandese ING (14,95 euro; Isin NL0011821202), che ha deciso di partecipare all’aumento di capitale di Bank of Beijing e di rimanere, così, il primo azionista di questa banca cinese. Il titolo ING resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Vedremo se la salita continuerà nelle prossime settimane: la cabala non depone a favore. Di solito quelli tra maggio e ottobre sono i mesi meno brillanti per le Borse – da cui il detto “vendi a maggio e scappa” (sell in may and walk away, in inglese).

     

    Risposte per te

    @Alberto Ahold Delhaize è uno dei principali 50 titoli della zona euro. È molto liquido, ma sulla Borsa di Amsterdam. Forse stai provando a comprarlo su un altro mercato dove, in effetti, gli scambi potrebbero essere risicati.

    @Nicola Le banche tendono a vendere in automatico i diritti d’opzione avanzati l’ultimo giorno della loro trattazione. Si tratta, comunque, di un’operazione fatta sul mercato quindi è legittimo che la banca applichi le commissioni.

    @Pasquale I dividendi delle azioni estere sono soggetti alla doppia tassazione – prima nel Paese d’origine e poi, sul rimanente, il 26% italiano. Le plusvalenze sulle azioni estere, invece, sono soggette solo al 26% del fisco italiano.

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  • Analisi
    New York rialza la testa: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 3 aprile 2017
    E le altre Borse con lei. Alla fine della settimana il listino americano fa segnare un guadagno dello 0,8%. Le Borse europee, in media, hanno chiuso con un +1,1%. In lieve calo Londra, col suo -0,2%, nella settimana dell’avvio ufficiale delle procedure per uscire dall’Unione Europea.

     Variazioni settimanali su prezzi al 31/03/17

     

    New York sale con la fiducia dei consumatori

    Due sono stati gli elementi che hanno spinto al rialzo Wall Street. Primo: la fiducia dei consumatori americani è arrivata ai massimi degli ultimi 16 anni – le loro spese sono fondamentali per la crescita del Paese. Secondo: nell’ultimo trimestre del 2016 la ricchezza del Paese è cresciuta del 2,1%, più delle attese, trainata proprio dai consumi dei cittadini. Insomma, la sensazione è che il Paese abbia la possibilità di reggere bene i futuri, graduali, rialzi dei tassi d’interesse. E questo lascia ben sperare per gli utili delle società. Vedremo se la fiducia è ben riposta con i conti relativi al primo trimestre del 2017, che le società americane cominceranno a svelare a metà aprile. Nel frattempo New York, grazie al +0,8% dell’ultima settimana, ha archiviato il primo trimestre con un rialzo complessivo del 5,5%. A contribuire al rialzo c’è stata DuPont (80,33 Usd; Isin US2635341090), le cui azioni sono salite in settimana di un altro 0,9% dopo che la Commissione europea ha dato il via libera alla fusione con Dow Chemicals – le due società dovranno fare delle cessioni di attività, ma questo era previsto. Con il progressivo venir meno degli ostacoli alla fusione, il titolo da inizio anno ha guadagnato il 9,4%, ma secondo noi resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Tutti pazzi per la tecnologia

    La vera spinta è, però, arrivata dai titoli tecnologici: non per nulla il listino Usa del Nasdaq, che ne racchiude molti, ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,4% e il trimestre con un guadagno di circa il 10%. Tra questi titoli spicca Apple (143,66 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso il trimestre con un rialzo del 24%. Solo nell’ultima settimana le azioni hanno messo su un altro 2,2%: un Tribunale cinese ha dato ragione alla società americana in una delle innumerevoli cause intentate per la difesa dei brevetti legati al suo telefonino iPhone. Il titolo viaggia sui massimi di sempre: noi te lo abbiamo consigliato tempo fa, quando valeva meno della metà di quello che vale oggi. Oggi non è più il caso di acquistarlo. Al più mantienilo.

     

    Settimana calda per i petrolieri

    A sostenere New York in settimana ci hanno pensato anche i titoli del settore petrolifero, che hanno fatto +1,7% sulla scia del rialzo del 3,8% del prezzo del petrolio – da inizio anno il bilancio del settore è, mediamente, negativo per il 3,6%, a fronte di un calo del prezzo del greggio del 7,2%. In particolare, in settimana ha spiccato ConocoPhillips (49,87 Usd; Isin US20825C1045): il titolo ha fatto +13,1% dopo che il gruppo ha dichiarato di aver trovato dei compratori per alcune sue attività in Canada. La notizia è buona perché i progetti canadesi sono sempre stati tra quelli più costosi per il gruppo. Dopo un 2015 e un 2016 archiviato con un bilancio in rosso, ci aspettiamo che il gruppo possa ritrovare l’utile nel 2017 (0,38 Usd per azione). Il titolo oscilla tra il conveniente e il correttamente valutato e resta abbastanza rischioso. Se per caso hai in mano queste azioni, puoi mantenerle. Se non le hai, preferisci i titoli petroliferi consigliati a pagina 8. Anche Eni (15,35 euro) è salita, facendo meglio rispetto al resto del settore (+2,4%). Il gruppo ha dichiarato che deciderà entro fine anno se cedere tutte le attività legate alla vendita di gas a famiglie e piccole imprese (quelle in Belgio le ha appena vendute). È da un po’ che Eni cerca di concentrarsi sulle sole attività di estrazione petrolifera – vedi il tentativo, fallito, di cessione delle attività legate alla chimica. Noi abbiamo dei dubbi sul fatto che questa possa essere la strategia vincente: al più mantieni le Eni che già hai.

     

    Lisbona in maglia rosa grazie alle utility

    Tra le Borse europee, la migliore in assoluto è stata quella di Lisbona, che ha messo su in settimana il 6,8%, raddrizzando così un trimestre poco brillante (bilancio trimestrale finale: +7%). Il merito è stato del rialzo dell’8,7% di EDP (3,18 euro; Isin PTEDP0AM0009) e del +11,8% di EDP Renováeis (6,93 euro; Isin ES0127797019). La prima ha dichiarato che vuole lanciare un’offerta d’acquisto (Opa) sulla seconda. La tempistica dell’operazione non è nota, ma è molto probabile che l’acquisto vada in porto, anche se il prezzo offerto da EDP non è proprio da stracciarsi le vesti. Buon per gli azionisti di EDP: acquista queste azioni. Se, invece, hai in mano le EDP Renováeis, mantieni in attesa che l’operazione parta ufficialmente.

     

    Le poste arrivano in ritardo

    Uno dei titoli peggiori della settimana in Europa è stato bpost (22,02 euro; Isin BE0974268972): ha perso il 4,9% dopo che le Autorità del Belgio hanno bloccato l’aumento delle tariffe per i servizi postali. Il gruppo ricorrerà in Tribunale: per ora mantieni queste azioni. Settimana poco brillante anche per Poste Italiane (6,25 euro) che continua a risentire negativamente del cambio al vertice – si rischia che la politica dei dividendi venga messa in discussione. Non per nulla il titolo in settimana ha perso lo 0,6% con una Piazza Affari in rialzo dell’1,5% – anche da inizio anno il bilancio non è granché, -0,9% per le Poste contro il +6,5% di Milano. Al più, mantieni.

     

    Risposte per te

    @Alberto Le Intel su Xetra sono le stesse quotate a New York, ma sono meno scambiate e potresti avere dei problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale…).

    @Luigi Sul dividendo di Ahold Delhaize ci sarà la doppia tassazione: prima il 15% in Olanda e poi, sul restante, il 26% in Italia. Sulle plusvalenze, invece, ci sarà solo il 26% del fisco italiano.

    @Massimo Anche se compri le azioni Axa su Borsa italiana dovrai comunque pagare la tobin tax al fisco francese e sui dividendi sarai comunque sottoposto alla doppia tassazione.

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  • Analisi
    Ahold Delhaize: continua la dieta dimagrante 4 mesi fa - lunedì 27 marzo 2017
    Vende altre attività

    Ahold Delhaize (19,8 euro, Isin NL0011794037) ha venduto altri 2 supermercati a marchio Albert Heijn e Delhaize. In più, ha cancellato il progetto di apertura di un nuovo punto vendita. Per ottemperare alle condizioni imposte dalle Autorità sulla concorrenza, il gruppo dovrà realizzare altre quattro cessioni, per cui sono già in corso delle trattative. Sono progetti di cui già si sapeva; per questo il -2,9% fatto dal titolo in settimana appare un po’ ingiustificato. Acquista questo titolo conveniente

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 22,09 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 16,04 EUR
ISIN NL0011794037
Borsa Amsterdam
Beta 0,80
Volatilità 17,81 %
Numero di azioni 1.281.292.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 21,55 EUR
Settore Distribuzione
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 95.218 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 0,58 1,86 0,55 0,51
Utile corrente 1,16 0,81 1,10 0,72
Utile netto 1,16 0,81 1,10 0,72
Cash Flow corrente 2,62 2,24 2,46 1,82
Cash Flow netto 2,62 2,24 2,46 1,82
EBIT 1,81 1,55 1,71 1,27
EBITDA 3,27 2,98 3,06 2,37
Patrimonio netto 11,97 12,22 6,74 5,75
Patrimonio netto tangibile 6,34 6,41 5,14 4,41

Rendimento in euro

Ahold Delhaize Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -16,59 % -3,65 % -2,14 %
Rendimento ultimi 6 mesi -14,95 % 1,79 % -6,45 %
Rendimento ultimo anno -18,95 % 10,69 % 6,92 %
Rendimento ultimi 5 anni 13,14 % 6,67 % 12,40 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2014 2012
Pay out - 50,35 % 66,67 % 55,26 %
Current ratio - 1,11 1,05 1,06
ROE - 16,41 % 13,35 % 14,93 %
ROE netto - 16,41 % 13,35 % 14,93 %
Margine lordo - 27,14 % 26,50 % 25,96 %
Margine netto - 2,23 % 1,81 % 2,52 %
EBIT margin - 3,46 % 3,21 % 3,61 %
EBITDA margin - 6,19 % 5,99 % 6,55 %
Tax rate - 20,84 % 29,45 % 20,33 %
Gearing - 22,11 29,47 27,72
Patrimonio netto / totale attivo - 32,70 % 31,46 % 36,72 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 3,45 % 11,06 %
Prezzo/utile corrente 14,50 20,77
Prezzo/cash flow corrente 6,42 7,51
Prezzo/patrimonio netto 1,41 1,38
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,65 2,62
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,41 % -

(e) : stima

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