Alphabet A

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1.183,58 USD 18/06/2018 22:00 Nasdaq
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Il tempo delle trimestrali: la settimana delle Borse un mese fa - venerdì 27 aprile 2018
    In questi giorni l’andamento dei titoli azionari è condizionato dalla rivelazione dei bilanci relativi al primo trimestre dell’anno. I risultati continuano a essere in chiaroscuro e questo fa sì che le Borse finiscano con l’alternare alti e bassi senza prendere una direzione precisa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Alphabet A: solidi risultati trimestrali 7 mesi fa - lunedì 30 ottobre 2017
    I risultati trimestrali di Alphabet hanno superato le nostre attese. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse 9 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 22/09/17 

     

    Bene i titoli bancari americani

    La riunione della Banca centrale Usa era uno degli appuntamenti più attesi della settimana appena finita. Da un lato, l’autorità monetaria ha confermato che da ottobre inizierà la riduzione del doping di liquidità – per i dettagli vedi pagina 11 – dall’altro, però, ha lasciato intendere che la stretta monetaria, in termini di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere più lenta di quanto preventivato. Bastone e carota: l’effetto finale sulle Borse è stato sostanzialmente limitato – spavento all’inizio sulla notizia della riduzione del doping, sospiro di sollievo dopo. In ogni caso, un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre è ancora probabile: per questo, i vincitori della settimana sono stati i titoli americani del settore bancario, saliti, in media, del 3,5% – i loro margini di guadagno, in questi anni di tassi d’interesse bassi, si sono progressivamente ridotti. Bank of America (25,02 Usd; Isin US0605051046), col suo +2,6% settimanale, si è riportata sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo, però, è ancora correttamente valutato: mantieni. Positivo anche l’andamento dei titoli Usa del settore assicurativo (+1%), nonostante i nuovi uragani nell’Atlantico. Tra i titoli del settore assicurativo si è distinto Axa (24,96 euro; Isin FR0000120628), salito dell’1,6% sulle voci di novità sulle attività di gestione patrimoniale – fusione con quelle di Natixis o cessione a Bnp Paribas. Sono voci che non ci dispiacciono: confermiamo il consiglio sul titolo. Acquista.

     

    Banche europee: occhi sulla questione commerzbank

    Anche le azioni bancarie europee sono salite (+1,4%), ma qui da noi l’attenzione si è concentrata sul destino di Commerzbank (11,17 euro; Isin DE000CBK1001). A metà settimana si è, infatti, diffusa la voce che il governo tedesco stesse per vendere il pacchetto di azioni Commerzbank che ha in mano. Tra i pretendenti si è parlato di Unicredit (17,81 euro) e il mercato non l’ha presa bene, facendo perdere al titolo il 2,2% nella sola giornata di mercoledì 20 – Commerzbank è una banca in difficoltà, che ha chiuso il primo semestre in perdita e che licenzierà diecimila persone. Poi, però, il Tesoro tedesco ha smentito di avere allo studio una vendita (almeno per ora) e le azioni Unicredit hanno ripreso fiato, tanto da chiudere la settimana con un +1%. Non ci aspettiamo che Unicredit si butti in un’operazione di questo tipo: confermiamo il consiglio. Acquista. Non speculare su Commerzbank: dopo il +4% settimanale, la corsa rischia di sgonfiarsi, soprattutto se il governo tedesco la tirerà per le lunghe con la vendita. Considerata la situazione della banca, il gioco non vale la candela.  

     

    Titoli tecnologici in affanno per colpa di apple

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono state, invece, quelle del settore tecnologico – l’indice Nasdaq, che ne include tante, ha perso lo 0,3%. A condizionarle c’è stato il -5% di Apple (151,89 Usd; Isin US0378331005): indiscrezioni parlano di ordini ben sotto le attese per il telefonino iPhone8. Inoltre, il nuovo orologio intelligente Watch Series 3 ha ancora problemi di connessione, a pochissimi giorni dal lancio. Non solo buone notizie, visto che il mercato aveva puntato molto sul successo di questi prodotti. Al più, le azioni Apple sono da mantenere (se sei un investitore prudente, vendile assieme a tutte le altre azioni americane). Tra i titoli tecnologici, spicca il +0,9% di Alphabet A (943,26 Usd; Isin US02079K3059) dopo che la società ha deciso di acquistare una parte delle attività del produttore di smartphone HTC. L’operazione dovrebbe permettere ad Alphabet di sfidare ancor più Apple – anche se per vedere gli impatti dell’acquisizione ci vorrà del tempo. Mantieni le Alphabet.

     

    Ondata di fusioni nella telefonia?

    A proposito di telefoni, il settore delle telecomunicazioni è stato tra i più vivaci della settimana (il bilancio finale medio è di un +0,8%). Sono, infatti, ripartite le discussioni per una fusione tra gli operatori americani Sprint e T-mobile: se l’operazione dovesse andare in porto, Deutsche Telekom (15,55 euro; Isin DE0005557508) potrebbe emergere come il principale azionista del nuovo gruppo. Le azioni del colosso tedesco hanno chiuso la settimana a +3,8%: se le hai in mano, mantienile, altrimenti non le comprare. Per ora la prospettiva di un nuovo colosso con cui concorrere, non ha penalizzato i due principali operatori di telefonia negli Usa: le azioni AT&T (38,59 Usd; Isin US00206R1023) e le azioni Verizon (49,90 Usd; Isin US92343V1044) hanno chiuso la settimana, rispettivamente, a +4% e a +4,3%. Che siano nell’aria fusioni e acquisizioni anche per questi due colossi? Per ora lo escludiamo: limitati a mantenere le azioni AT&T e Verizon che hai già in mano, ma non comprarne di nuove. Speriamo che queste grandi manovre “sveglino” un po’ anche Telefónica (9,05 euro; Isin ES0178430E18): da tempo ragiona sulla cessione della controllata inglese O2, ma finora non ha concretizzato nulla. L’operazione farebbe bene al gruppo e questo potrebbe essere il momento giusto per portarla in porto. Le azioni Telefonica hanno chiuso la settimana a -0,5% e sono convenienti. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Le Borse sono state anche ostaggio delle minacce di guerra in Corea del Nord, acuitesi dopo il discorso del presidente Trump alle Nazioni Unite. Per ora non ci sono particolari reazioni scomposte, ma la tensione è strisciante. Lo dimostra il progresso del 2,4% registrato dai titoli della Difesa. Tra questi, ha spiccato Bae Systems (632 pence; Isin GB0002634946), che ha chiuso in rialzo del 6% grazie all’importante commessa in arrivo dal Qatar (dove ci sono altri venti di guerra). Il titolo in estate aveva sofferto un po’ per la debolezza del dollaro Usa (i risultati fatti oltreoceano pesano meno), un po’ per il rischio di essere esclusa da possibili gare causa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma secondo noi resta conveniente

    Madrid, tra le Piazze europee, è stata tra le peggiori della settimana, chiudendo a +0,1%. Milano, invece, è stata tra le migliori, chiudendo a +1,4%. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a +1,3%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Il 14 novembre è previsto lo stacco di un’altra fettina (0,25 euro per azione) del dividendo 2017 di Oriflame. Il pagamento dovrebbe partire già pochi giorni dopo (previsto per il 23 novembre).

    @Piero Il prezzo di Nation Grid è di 944,1 pence (indicati anche come GBp, con la p piccola). 100 pence fanno una sterlina: la tua banca può indicarti il prezzo come 9,441 GBP (sterline, con la P grande).

    @Pietro Xerox ha effettuato un raggruppamento azionario lo scorso 15 giugno (1 azione nuova per ogni 4 possedute). In tale occasione il codice Isin è cambiato da US9841211033 a US9841216081.

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  • Analisi
    Alphabet: mantiene la rotta sulla crescita 11 mesi fa - mercoledì 26 luglio 2017
    La sanzione inflitta dall’Unione Europea ha pesato parecchio sull’utile del gruppo, ma i risultati derivanti dalla sua attività hanno superato le attese.

    Prezzo al momento dell'analisi (25/07/2017): 969,03 USD

    Il prezzo del titolo è troppo elevato, e il fatto che la società resti sotto i riflettori delle authority europee non è da sottovalutare. Limitati a mantenere il titolo se già l’hai in portafoglio.

    Come previsto, la sanzione miliardaria inflitta a Alphabet (Isin US02079K3059) ha pesato fortemente sugli utili del secondo trimestre 2017. Senza tener conto di questo elemento, tuttavia, l’utile per azione segnerebbe un rialzo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2016. È un dato migliore del previsto, supportato ancora una volta dai ricavi pubblicitari derivanti da Google – il cuore del fatturato del gruppo. Il prezzo medio per ogni clic ha continuato a scendere (-23% nel trimestre), ma il calo è largamente compensato dal rialzo del 52% nel numero di clic sulle pubblicità del motore di ricerca e della piattaforma YouTube. In altre parole, Alphabet continua a dominare il mercato della pubblicità online. Il gruppo deve far fronte a altre inchieste di Bruxelles sull’abuso di posizione dominante, ma pensiamo che questo non comprometta né la crescita né la redditività superiore alla media. Alziamo le stime sull’utile per azione da 32 a 34 Usd per il 2017 e da 36 a 38 Usd per il 2018.

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  • Analisi
    Falchi nel cielo: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 3 luglio 2017
    È arrivato il momento della fine del denaro facile che ha sostenuto le Borse negli ultimi anni? È quanto il mercato ha iniziato a domandarsi dopo le dichiarazioni fatte da esponenti delle Banche centrali di Usa, Europa, Regno Unito e Canada. Ecco vincitori e vinti di una settimana nervosa.

    Variazioni settimanali su prezzi al 30/06/17 


    I falchi, nelle Banche centrali, sono coloro che spingono per una politica monetaria molto attenta a contenere il carovita – coloro che oggi spingono per un rialzo dei tassi d’interesse. Le colombe, invece, sono le persone a favore di una politica monetaria più “accomodante”, a favore della crescita economica – coloro che oggi spingono per non alzare i tassi.

    Titoli finanziari sugli scudi…

    Il settore finanziario è stato il vero vincitore della settimana, archiviata con un rialzo dell’1,6%. Il risultato è rilevante se pensi che il bilancio medio delle Borse mondiali, in settimana, è stato lievemente negativo (-0,3%). Il motivo del rialzo è presto detto: la prospettiva di una progressiva “stretta monetaria”, con conseguente rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe dare fiato ai conti delle società del settore, provati da anni di tassi d’interesse bassi.

     

    … con Banche americane e italiane che svettano

    In particolare, molto bene hanno fatto i titoli bancari, saliti, mediamente del 3%. E ancora meglio sono andate le azioni delle banche americane, salite, in media, del 5%. Tutti i principali istituti di credito americani hanno, infatti, passato gli “esami del sangue” sulla loro solidità condotti dalla Banca centrale americana. Quest’ultima ha così dato il via libera ai programmi di remunerazione degli azionisti – aumenti di capitale e acquisti di azioni proprie. Non per nulla Bank of America (24,26 Usd; Isin US0605051046) ha immediatamente annunciato un aumento del proprio dividendo trimestrale, che è stato gradito dal mercato – il titolo ha guadagnato in settimana il 6,3%. Nonostante il ritocco al rialzo, il rendimento annuo da dividendo offerto dalle Bank of America non è da strapparsi i capelli – 1,6% lordo per il 2017 e 2,3% lordo per il 2018 (al netto della doppia tassazione diventano rispettivamente 1% e 1,4%). Al più, limitati a mantenere queste azioni. Molto bene si sono comportate anche le banche quotate a Piazza Affari, salendo, in media, del 4,7%. A trascinarle c’è stata Intesa Sanpaolo (2,78 euro) che ha guadagnato in settimana il 6,1% beneficiando ancora dell’operazione sulle banche del Veneto – si compra solo la polpa “buona” di Popolare Vicenza e Veneto Banca, lasciando tutti gli altri, compreso lo Stato (quindi tu), a leccarsi le ferite. Reagisci e riprenditi quello che dovrai pagare per questa operazione diventando azionista Intesa Sanpaolo: nonostante la recente salita, le azioni sono ancora convenienti.  

     

    Utility affossate

    La prospettiva di una “stretta monetaria” ha pesato negativamente sul settore utility (-1,6%)– le società che ti portano luce, acqua e gas a casa. I motivi sono due. Primo: in genere sono società molto indebitate, quindi i rialzi dei tassi d’interesse, se non compensati da un incremento delle vendite legato alla crescita economica, rischiano di pesare sui loro bilanci. Questo spiega perché, in particolare, a pagare dazio siano state le utility europee (-2,3%) e, ancor più, quelle italiane (-4,6%) – la crescita economica da noi è debole. Secondo: sono considerati un’alternativa alle obbligazioni – distribuiscono, in genere, dividendi generosi e regolari. Se i bond cominciano a rendere di più, l’attrattiva delle utility comincia a scendere. Non ci spaventiamo: la “stretta monetaria” non dovrebbe essere drastica e quindi non ci aspettiamo un tracollo di questi titoli. Anche se ha perso il 5% in settimana, confermiamo, dunque, anche il consiglio su Engie (13,22 euro; Isin FR0010208488), che ha in atto una strategia convincente – vedi pagina 4. Il titolo è conveniente e vale ancora un investimento per il lungo periodo. Se vuoi diversificare il rischio, comprandoti in un colpo solo circa 80 utility sparse per il mondo, scegli l’Etf Lyxor msci world utilities (189,61 Usd; Isin LU0533034558) a Piazza Affari.

     

    Una nuova scivolata per i titoli tecnologici

    In settimana si è registrata anche una nuova scivolata dei titoli tecnologici – il listino Nasdaq ha chiuso a -2%. Il settore ha risentito del calo del 5,7% di Alphabet (così si chiama ora Google; 929,68 Usd, Isin US02079K3059) dopo che l’Europa le ha commissionato una multa da 2,4 miliardi di euro. Sembrano tanti, ma sono bruscolini rispetto ai circa 80 miliardi di euro di liquidità che la società ha in cassa (e in ogni caso la società ricorrerà contro la decisione). È stata comunque l’occasione, per il mercato, per portare a casa un altro po’ dei guadagni fatti da questa azione nel corso del 2017 (+25% circa fino a inizio giugno; -5,8% a giugno). Secondo noi il titolo è ancora correttamente valutato. Puoi mantenerlo, a patto, però, che tu sia disposto a sopportare qualche batticuore – se sei un investitore “prudente”, ti suggeriamo di venderlo, assieme a tutte le altre azioni americane. Anche Facebook (150,98 dollari; Isin US30303M1027) ha perso terreno (-2,6%) nonostante sia sempre più vicina al lancio della sua tv, con la realizzazione di programmi originali destinati ai giovani da 17 a 30 anni. La concorrenza, però, sarà spietata e non è scontato che il progetto abbia successo. Vendi.

     

    Il sole del brasile

    Tra gli alti e bassi dei diversi titoli, New York ha chiuso la settimana con un modesto calo dello 0,6%. Peggio sono andate le Borse europee, che hanno perso in media il 2,2%. Tra queste contiene il calo Milano, carica di titoli finanziari che le hanno permesso di chiudere a -1,2%. La maglia rosa però è per la Borsa brasiliana, salita del 3%: nonostante la “tangentopoli”, il Governo sembra poter portare avanti la riforma del lavoro, tanto attesa dal mercato. Bilancio finale del primo semestre: New York +8,2% (Nasdaq +14,1%), Londra +2,4%, Borse europee, in media, +3,7%, Milano +7%.

     

    Risposte per te

    @Alberto Il 21 giugno Renault ha staccato un dividendo di 3,15 euro lordi per azione. Il pagamento è partito dal 23 giugno. L’importo netto (30% tassazione in Francia e sul restante 26% in Italia) è di 1,6317 euro per azione. Su 248 azioni fa 404,66 euro. La banca ha fatto i conti giusti.

    @Fabio Il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo valore contabile – quanto resta se si vendono tutte le attività e si pagano tutti i debiti ai valori di bilancio – è solo uno degli elementi che usiamo per valutare le azioni. Trovi tutti i criteri sul sito alla sezione Difendersi, metodologia.

    @Gabriele Le National Grid sono quotate anche a New York con Isin US6362744095. Anche se in questo caso i rischi dovrebbero essere limitati, meglio acquistare le azioni sul loro mercato domestico (Londra) per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 1.187,56 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 919,46 USD
ISIN US02079K3059
Borsa Nasdaq
Beta 1,02
Volatilità 22,78 %
Numero di azioni 298.044.700
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 345,51 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.915.420 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 43,00 36,44 28,32 23,12
Utile netto 43,00 18,27 28,32 23,12
Cash Flow corrente 54,92 46,42 37,25 30,51
Cash Flow netto 54,92 28,25 37,25 30,51
EBIT 44,01 41,67 34,48 28,28
EBITDA 55,93 51,65 43,42 35,67
Patrimonio netto 261,30 219,50 201,12 175,07
Patrimonio netto tangibile 235,72 195,39 177,30 151,98

Rendimento in euro

Alphabet A Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 6,85 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi 9,52 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 15,89 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 24,90 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 0,00 % 0,00 % 0,00 % 0,00 %
Current ratio 5,14 6,29 4,67 4,80
ROE 16,56 % 14,01 % 13,15 % 13,25 %
ROE netto 8,30 % 14,01 % 13,15 % 13,82 %
Margine lordo 58,88 % 61,08 % 62,44 % 61,07 %
Margine netto 11,42 % 21,58 % 21,10 % 21,88 %
EBIT margin 26,05 % 26,27 % 25,82 % 24,73 %
EBITDA margin 32,29 % 33,08 % 32,57 % 32,27 %
Tax rate 53,44 % 19,35 % 17,27 % 18,95 %
Gearing -64,13 -59,26 -56,38 -56,61
Patrimonio netto / totale attivo 77,30 % 83,01 % 81,60 % 79,69 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 26,96 31,81
Prezzo/cash flow corrente 21,11 24,97
Prezzo/patrimonio netto 4,44 5,28
Prezzo/patrimonio netto tangibile 4,92 5,93
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,59 % -

(e) : stima

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