Analisi
Borse a vele spiegate nel '97 19 anni fa - giovedì 15 gennaio 1998

Borse a vele spiegate nel '97

L'anno appena trascorso ha regalato ampie soddisfazioni ai possessori di fondi azionari. Solo le Borse asiatiche - Tokio, Corea, Indonesia, Malesia... - hanno deluso le aspettative di chi ha creduto in questi mercati.

Bene anche i fondi obbligazionari italiani, ma sono il dollaro e la sterlina a conquistare lo scettro di valute '97.

 

Annata DOC per Piazza Affari

• Il '97 è stato l'anno del riscatto per il listino milanese, che, con una crescita di circa il 60%, si è piazzato al secondo posto nella classica dei mercati che sono saliti di più.

Il più alto rendimento tra i fondi azionari italiani è stato ottenuto dal fondo Imi Italy (+57%). Con un investimento al 100% in azioni italiane, vede premiata la sua strategia di "replica" il più fedele possibile della Borsa nel suo complesso. Di poco più bassi i rendimenti di Centrale Italia e Ducato Azionario Italia (rispettivamente +55 e 54,4%), che hanno beneficiato di un'elevata presenza di azioni italiane in portafoglio nel corso dell'anno e di una buona scelta di titoli. Centrale Italia, ad esempio, ha puntato soprattutto sul settore delle telecomunicazioni nella prima parte dell'anno, mentre Ducato Azionario Italia ha privilegiato il settore bancario nella seconda parte del '97.

I rendimenti degli altri fondi si piazzano al di sotto del 50% in quanto non sempre hanno mantenuto la percentuale investita in azioni al 100% del patrimonio, perdendo parte del rialzo di Piazza Affari.

In particolare, Lagest Azionario Italia non sempre ha azzeccato la scelta dei titoli, pressato anche da un elevato flusso di sottoscrizioni. Il rendimento del fondo ha sicuramente risentito di onerosissime commissioni di gestione (incentivo compreso). Quanto più queste sono alte, tanto più il rendimento del fondo si riduce.

• Nel '98 Piazza Affari potrà ancora dare soddisfazioni, se verranno confermate le attese di ulteriore discesa dei tassi d'interesse a breve termine. Potete dedicare ancora una piccola quota dei vostri investimenti alla Borsa italiana, acquistando: Arca Azioni Italia (presso diverse banche popolari, investimento minimo 1 milione; tel. società di gestione 02/480971); Carifondo Azioni Italia (minimo tre milioni; presso le principali casse di risparmio italiane; tel. 1678/26032); Centrale Italia (1 milione presso gli sportelli Ambroveneto o i promotori Ambro Italia, tel. 02/89202016; acquistate prima il fondo monetario Centrale Cash, per ridurre del 50% le spese di entrata); Ducato Azionario Italia (minimo 3 milioni; presso il gruppo Monte dei Paschi di Siena); Gestnord Piazza Affari (Banca Sella o promotori Gestnord Consult, tel. 167/374553; minimo 1 milione); Gesticredit Borsitalia (minimo 3 milioni presso il Credito Italiano) o Imi Italy (minimo 5 milioni, dai promotori Fideuram).

 

Zurigo in testa

• E' un'altra Borsa europea, quella svizzera, che si è aggiudicata l'Oscar del rialzo nel '97. Parvest Switzerland - fondo specializzato sulla Borsa svizzera - ha avuto un rendimento (al lordo dell'imposta del 12,5%) di addirittura il 68,5%.

Tra i fondi azionari Europa è nettamente sopra la media il rendimento di Centrale Europa (+51,7%). Il fondo è riuscito a cogliere i momenti d'oro delle diverse Borse nel corso dell'anno, dando ampio spazio alle Borse di Milano, Zurigo e Francoforte, ma anche ad Amsterdam e Madrid nella prima parte dell'anno e a Londra nella seconda parte dell'anno.

Adriatic Europe è il fondo che ha saputo approfittare meno del forte rialzo delle Borse europee. Da un lato, perché ha investito in azioni meno della media dei concorrenti (intorno all'80% del patrimonio). Dall'altro, perché la scelta di dare maggiore importanza alle Borse di Parigi, di Madrid e di Stoccolma nella seconda parte dell'anno, a scapito di quella di Zurigo, ha penalizzato il rendimento del fondo.

• Per i vostri investimenti in azioni estere, vi consigliamo di puntare anche per il '98 sui mercati azionari europei, acquistando: Arca Azioni Europa (minimo 1 milione, presso diverse banche popolari; tel. società di gestione 02/480971); Centrale Europa (1 milione presso gli sportelli Ambroveneto o i promotori Ambro Italia, tel. 02/89202016; acquistate prima il fondo monetario Centrale Cash, per ridurre del 50% le spese di entrata); Gesticredit Euroazioni (minimo 5 milioni; presso gli sportelli Credit) o Imi Europe (5 milioni; promotori Fideuram). Potete ancora mantenere le azioni olandesi (Parvest Holland).

 

Un Pacifico troppo irrequieto

Non è stato un anno tranquillo per i mercati dell'area del Pacifico. Tokio ha continuato la propria serie negativa, chiudendo anche quest'anno in perdita. Inoltre, lo scoppio della crisi asiatica nel corso dell'estate ha visto molti mercati "emergenti" dell'area subire veri e propri tracolli, dopo i vistosi rialzi registrati dei mesi precedenti. Il bilancio finale dei fondi specializzati sul Pacifico non può che essere negativo nella maggior parte dei casi. Fa eccezione Prime Merrill Pacifico, che guadagna addirittura il 7%. Il fondo ha puntato soprattutto sul mercato australiano e su quello di Hong Kong (quest'ultimo salito parecchio nella prima metà dell'anno) e ha evitato l'acquisto di azioni giapponesi del settore finanziario, il più colpito dalla crisi asiatica. Anche Arca Azioni Far East ha evitato i mercati più colpiti dalla crisi e ha investito in titoli giapponesi, scesi meno della Borsa nel complesso, limitando le perdite al 7,6%. Mentre gli altri fondi che investono nella regione perdono in media il 15%. Evitate ancora l'acquisto di azioni asiatiche.

 

L'inflazione scende, le obbligazioni salgono

• La discesa a livelli record dell'inflazione in Italia ha spinto con forza all'ingiù i rendimenti delle obbligazioni.

I fondi che possedevano obbligazioni a tasso fisso hanno beneficiato nel corso del '97 di guadagni sui prezzi delle obbligazioni possedute. Infatti quando i rendimenti delle obbligazioni di nuova emissione scendono, quelle a tasso fisso già esistenti e che rendono di più diventano più interessanti e vedono salire il loro prezzo. Sono i fondi con più BTp in portafoglio, come Carifondo Ala e Ducato Reddito Italia ad aver registrato i rendimenti più alti nel '97 (superiori al 9%). Mentre i fondi che hanno puntato di più sulle obbligazioni a tasso variabile (Fideuram Security, Gestiras Coupon, Nordfondo...) cedono il passo, con rendimenti che scendono fino al 4,4% di Fideuram Security.

• Tra gli obbligazionari italiani, preferite ancora i fondi che puntano sui BTp. Potete acquistare: Carifondo Ala (minimo tre milioni; presso le principali casse di risparmio italiane; tel. 1678/26032); Centrale Reddito (1 milione presso gli sportelli Ambroveneto o i promotori Ambro Italia, tel. 02/89202016; passando per il monetario, Centrale Cash, otterrete uno sconto del 50% sulle spese di entrata); Ducato Reddito Italia (minimo 3 milioni presso il Monte dei Paschi di Siena) o Rendicredit (minimo 5 milioni; Credito Italiano). E' diventato interessante anche Arca RR (minimo 1 milione, presso diverse banche popolari; tel. società di gestione 02/480971) che, a spese concorrenziali, offre da qualche mese una politica d'investimento maggiormente orientata verso i titoli a tasso fisso.

 

Superdollaro e sterlina nel '97

• Tra i fondi obbligazionari esteri sono quelli che hanno puntato sulla rivalutazione del dollaro e della sterlina a spingere sul pedale dell'acceleratore. Fleming FF Sterling Bond e Parvest Obli-Sterling (obbligazioni in sterline) guadagnano rispettivamente il 25,8% e il 20,5%. Il primo ha beneficiato dell'acquisto di obbligazioni con scadenza più elevata e che hanno registrato maggiori guadagni sui prezzi.

I fondi che investono in dollari guadagnano quasi il 20% (vedi tabella). Parvest Obli-Cad, che punta esclusivamente sul dollaro canadese, guadagna un po' meno (16,5%). Questa valuta ha in effetti fatto meno strada della cugina americana.

• Tra gli obbligazionari esteri, potete acquistare i fondi in valute forti europee: Carifondo Marchi Obbligazionario (minimo 3 milioni; presso le principali casse di risparmio italiane; tel. 1678/26032) o Nordfondo Area Marco (minimo 1 milione; Banca Sella o promotori Gestnord Consult, tel. 167/3745530); Rominvest DM Bond o French Bond (minimo 1 quota; presso gli sportelli della Banca di Roma) e il fondo obbligazionario in corone danesi Parvest Obli-Dkk (venduti da Banca delle Marche, Commercio & Industria, Banque Paribas e dai promotori Saifond - tel.167/808090 - e Gan - 167/822044; importo minimo 5 milioni). Interessanti anche le obbligazioni canadesi, che potete acquistare tramite il fondo Parvest Obli-Cad, per approfittare della prevista rivalutazione di questa valuta nei confronti della lira.

 

Fondi esotici

• Salvo rare eccezioni i fondi azionari asiatici terminano il '97 in perdita, a volte anche pesantissima.

I fondi Thai e Thai Capital Fund, specializzati nell'acquisto di azioni tailandesi - il Paese dal quale è partita la crisi asiatica - hanno perso circa il 60%.

La miccia della crisi è stata la rivalutazione del dollaro (valuta a cui erano legate molte monete asiatiche), che ha generato gravi problemi di competitività alle imprese locali. La Tailandia è stato il primo Paese ad alzare bandiera bianca, abbandonando in luglio il legame della sua valuta (bath) con il dollaro. La moneta si è quindi pesantemente svalutata, trascinando con sé la Borsa. A giugno, vi abbiamo consigliato di vendere il Thai Fund, limitando le perdite.

La crisi si è poi allargata a macchia d'olio, coinvolgendo altri Paesi. La Malesia è stato uno dei primi a cadere. Il Malaysia Fund ha perso più del 50% l'anno scorso. La situazione del Paese resta ancora incerta. Vi sconsigliamo di acquistare azioni malesi. Anche l'Indonesia, uno dei Paesi che reputavamo più solidi dal punto di vista economico (crescita, inflazione, investimenti esteri...) si è trovata invischiata nella crisi e ha dovuto chiedere l'intervento del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il Governo tuttavia si è dimostrato riluttante nel mettere in pratica le riforme strutturali concordate con il Fondo. Un settore bancario più malandato del previsto e problemi politici hanno finito per acuire la crisi. Il Jakarta Growth Fund ha perso circa il 50% nel '97 e la situazione è peggiorata nei primi giorni del '98. Ai livelli attuali, pensiamo sia meglio mantenere il fondo e sperare in un miglioramento della situazione. Ma non acquistatelo.

Hong Kong, il faro finanziario della regione, ritornato in luglio sotto il controllo della Cina, è l'unico Paese ad aver mantenuto il legame della sua valuta con il dollaro americano. Tuttavia, per contrastare gli attacchi speculativi, le autorità monetarie hanno dovuto aumentare i tassi d'interesse con conseguenze negative sulla Borsa. Il Greater China Fund (azioni cinesi e di Hong Kong) ne ha risentito, chiudendo il '97 con una leggera perdita (tenendo conto del dividendo di 3,5 dollari distribuito alla fine di dicembre). Mantenetelo per il momento.

• Nonostante la crisi asiatica, i fondi che investono in azioni sudamericane registrano dei buoni guadagni nel '97.

Il Mexico Fund è salito di quasi il 60%. Questo aumento è stato sostenuto dalla forte crescita economica (+6,7% nel '97) e dall'inflazione in discesa (dal 35% del '96 al 20% dell'anno scorso). La crisi asiatica ha fatto tuttavia perdere terreno al fondo. Potete comunque mantenerlo ancora.

L'Argentina Fund è salito più del 30% nel '97. La sua crescita è stata ampiamente frenata dalle ripercussioni della crisi asiatica sulla Borsa di Buenos Aires. Lo stretto legame tra il peso argentino e il dollaro ha messo in fibrillazione gli investitori, secondo noi senza grande ragione. Infatti, quest'anno per l'Argentina è prevista una crescita economica del 4% e l'inflazione sarà all'incirca nulla. Quanto al peso, ci sembra correttamente valutato. Mantenete l'Argentina Fund.

La Borsa brasiliana ha conosciuto un primo semestre esaltante. Da gennaio a luglio, quando vi abbiamo consigliato di vendere il Brazil Fund era in crescita di circa il 50%. Da allora la situazione si è rapidamente deteriorata. Le drastiche misure economiche decise dal Governo freneranno la crescita economica (2% le previsioni per quest'anno). Non acquistate i fondi azionari brasiliani per il momento. Lo stesso consiglio vale per il Cile (in leggera perdita lo scorso anno), le cui prospettive di crescita vengono continuamente riviste al ribasso.

 

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