Analisi
Ericsson 19 anni fa - martedì 10 febbraio 1998

ERICSSON

Ericsson SpA (92.000 lire), filiale italiana della multinazionale svedese LM Ericsson, è destinata a beneficiare appieno della liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni.

La fine del monopolio di Telecom Italia e l'entrata in scena di nuovi attori porteranno a un inasprimento della concorrenza e a un aumento degli investimenti. L'innovazione tecnologica consentirà di proporre un ventaglio di servizi sempre maggiore.

Con queste premesse, per i prossimi anni non possiamo che aspettarci una crescita tumultuosa di questo settore. A beneficiarne saranno, secondo noi, soprattutto i fornitori di apparecchiature e sistemi di telecomunicazione, tra cui Ericsson. La società, forte della leadership mondiale della casa madre, ne sfrutta al meglio le complementarità per assicurarsi una fetta crescente del mercato italiano, uno dei più promettenti in Europa. Ericsson può dichiararsi soddisfatta del suo operato: ambedue le cordate in corsa per aggiudicarsi la terza licenza di telefonia cellulare l'hanno scelta per realizzare le loro reti. Infine, i primi risultati comunicati dalla società per il 1997 confermano uno stato di piena salute. Le vendite sono cresciute di quasi il 35% e la redditività di quasi il 22% rispetto al 1996.

L'azione ha oltrepassato le 90.000 lire ed è cara. Ericsson SpA rimane tuttavia una delle migliori scelte per chi vuole investire nel settore delle telecomunicazioni italiane. Potete mantenere.

 

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 Ericsson cresce ancora, sostenuta dalle buone prospettive del settore telecomunicazioni. Mantenere.

 

 

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