Analisi
IMI 19 anni fa - martedì 3 febbraio 1998

IMI 

L'Istituto Mobiliare Italiano (IMI - 24.900 lire) è stato privatizzato creando un nocciolo duro di azionisti formato da Cariplo, San Paolo di Torino e Monte dei Paschi di Siena (MPS), ciascuno con il 10% del capitale. IMI è un istituto di credito atipico: non possiede infatti una rete di sportelli, ma si occupa soprattutto (58% dei risultati) dell'erogazione di prestiti a medio-lungo termine. E' inoltre molto attivo nel settore del risparmio gestito (fondi comuni, polizze vita...; 27%), con la controllata Banca Fideuram, che opera tramite promotori finanziari. Infine, è un'importante banca d'investimento (quotazione di aziende, consulenza d'impresa...), attraverso IMI-Sigeco e il 50% di IMI-Abn Amro. Una rete di sportelli permetterebbe però all'IMI di rafforzare le proprie attività: faciliterebbe i contatti sia con le piccole-medie imprese per i prestiti e i servizi di consulenza sia con i risparmiatori per la vendita di fondi, polizze, gestioni patrimoniali... Si è così ipotizzata una fusione fra IMI e San Paolo, ma gli altri azionisti "strategici" non sono d'accordo. IMI potrebbe allora realizzare altre operazioni d'integrazione, ad esempio con Banca Intesa, di cui Cariplo è partner.

IMI ha buone prospettive di sviluppo nelle tre attività in cui opera. Un rafforzamento delle stesse, attraverso l'integrazione con una grossa banca, sarebbe positivo. L'azione è correttamente valutata e può essere acquistata per il lungo termine. Dal nostro ultimo consiglio d'acquisto, l'azione è salita di oltre il 25%, ma visto il disaccordo fra i principali azionisti sulla strada da percorrere, è possibile una battuta d'arresto del titolo. Gli speculatori vendano per intascare i guadagni.

 

IMI 

Salita del 25% dal nostro ultimo consiglio, è interessante solo a lungo termine. Gli speculatori vendano.

 

 

condividi questo articolo