Analisi
San Paolo di Torino 19 anni fa - martedì 17 febbraio 1998

SAN PAOLO DI TORINO

Il San Paolo di Torino (19.100 lire) è ai vertici del sistema bancario italiano per dimensioni. E' presente su tutto il territorio nazionale con circa 1.240 sportelli (il 66% dei quali in Piemonte e Lombardia). I suoi maggiori azionisti sono la Compagnia di San Paolo (20% del capitale), il gruppo Agnelli, l'IMI e il Banco Santander (5% ciascuno), la Reale Mutua e il MPS (3% ciascuno). Quest'ultimo è anche azionista di riferimento, insieme a Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo, dell'IMI.

Nei prossimi mesi, l'IMI verrà incorporato nel San Paolo di Torino, dando vita al maggior gruppo bancario italiano e creando dei vantaggi reddituali importanti. Nell'attività tradizionale (raccolta del risparmio e concessione di prestiti), la nuova banca potrà contare su maggiori volumi e su una migliore qualità dei crediti, oltre che su una riduzione dei costi generali. Nel risparmio gestito, verranno conquistate posizioni di leadership nella bancassicurazione (vendita di polizze agli sportelli) grazie all'integrazione tra Sanpaolo Vita e Fideuram Vita. Il discorso vale anche per i fondi comuni (con il 20% del mercato), in cui alla vendita agli sportelli verrà affiancata quella tramite promotori finanziari. Come banca d'affari (consulenza alle imprese, quotazione di azioni e obbligazioni,...), l'IMI-Sigeco potrà inoltre puntare sulle numerose piccole-medie imprese clienti del San Paolo, contrastando la concorrenza dei colossi esteri.

La fusione fra San Paolo e IMI è positiva. Tuttavia il prezzo dell'azione, che è salito molto, ne tiene già ampiamente conto ed è caro. Mantenere, ma non acquistare.

 

SAN PAOLO DI TORINO

 

 

L'attesa fusione fra San Paolo e IMI ha spinto il titolo al massimo storico. Mantenere.

 

 

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