Analisi
Telecom Italia 19 anni fa - martedì 3 marzo 1998

TELECOM ITALIA

Telecom Italia (TI – 12.170 lire), settimo operatore mondiale nel settore della telecomunicazione fissa e mobile, è sotto pressione per il recente ricambio di vertice. Con le dimissioni di Tommaso di Vignano da direttore generale, nel gruppo dirigente si è fatta strada una più marcata influenza nella gestione dell'azienda degli investitori privati a scapito dell'azionista Stato. Nonostante quest'ultimo mantenga un peso considerevole nelle decisioni strategiche (attraverso la cosiddetta golden share), TI ha fatto un passo in avanti verso la trasformazione in società privata classica, modello da prediligere per meglio fronteggiare la concorrenza. Di recente infatti sono state concesse due licenze per i servizi di telefonia fissa a Wind (alleanza tra Deutsche Telekom, France Télécom e Enel) e a Infostrada (Olivetti e Mannesmann). Nella telefonia mobile invece un terzo operatore presto riceverà la relativa licenza. Il mercato italiano delle telecomunicazioni resta uno dei più dinamici d'Europa e TI si è preparata ad affrontare la forte concorrenza, riducendo i costi, migliorando la qualità dei servizi, vendendo attività non strategiche... Le prossime settimane saranno cruciali per l'avvenire del gruppo. TI dovrebbe definire il suo accordo con l'americana AT&T e il consorzio europeo Unisource relativo al piano di espansione internazionale, che è fondamentale per il suo futuro.

TI cerca di svilupparsi sui mercati internazionali. Nello stesso tempo la sua posizione potrebbe divenire più fragile in Italia dove però la società si è preparata ad affrontare una concorrenza più forte. L'azione è correttamente valutata: mantenere.

TELECOM ITALIA

I problemi relativi al recente cambio di vertice hanno rallentato la crescita del prezzo dell'azione. Mantenere.

 

 

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