Analisi
Dalmine 19 anni fa - venerdì 10 aprile 1998

DALMINE

Dalmine (810 lire) è il primo produttore italiano di tubi in acciaio senza saldatura, con un fatturato di quasi 1.650 miliardi di lire nel '97, realizzato per il 51% all'estero. Senza tener conto dei costi straordinari di ristrutturazione che pesarono sugli utili del '96, l'anno scorso l'utile per azione del gruppo è rimasto stabile rispetto all'anno precedente. L'aumento della redditività industriale (+17%), legato alla maggiore integrazione della Dalmine nel gruppo Rocca (che ne possiede il 47,2% del capitale), è stato infatti completamente assorbito dall'aumento del 30,5% degli oneri finanziari. Questi derivano soprattutto da perdite sui cambi lira/dollaro e dalla ingente spesa per interessi sull'indebitamento, ancora eccessivo, della società. Di recente la Dalmine ha però riorganizzato i propri debiti, riequilibrando il rapporto tra quelli a breve e quelli a lungo termine. Ha così ridotto gli interessi da pagare. Ciò dovrebbe permettere un forte rialzo degli utili nel '98. Per i prossimi anni rimane però determinante la capacità del gruppo di ridurre l'ammontare totale dell'indebitamento.
La ristrutturazione dei debiti del gruppo è necessaria, ma non sufficiente a garantire una crescita regolare dei suoi utili. L'azione è cara. Non interessante.

 

DALMINE

La ristrutturazione dei debiti ha fatto balzare il titolo. Ma il prezzo è caro. Non interessante

 

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