Analisi
Banca di Roma 19 anni fa - martedì 26 maggio 1998

BANCA DI ROMA

Banca di Roma (3.700 lire) ha appena concluso la privatizzazione e già si sentono gli effetti sui conti. Nel 1° trimestre del 1998, infatti, il gruppo è riuscito a compensare la riduzione della differenza fra interessi incassati sui prestiti e tassi pagati sui depositi con il forte aumento delle commissioni (+30%) incassate dall'amministrazione e dalla gestione del risparmio e con il raddoppio dei guadagni derivanti dalla compravendita di titoli (dovuto al boom di Borsa). La banca ha inoltre ridotto i costi di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del '97. In futuro, grazie a ulteriori riduzioni di personale (mille dipendenti nel '98) i costi diminuiranno ancora. Fra i ricavi, solo quelli legati al risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali, polizze vita...) sono duraturi. Inoltre la banca ha ancora una grande quantità di crediti che rischiano di non essere rimborsati. Il problema sarebbe in parte risolto da una fusione con la Comit, a cui la Banca di Roma è favorevole. Nascerebbe così il maggior gruppo bancario nazionale, ma sarebbero necessarie pesanti ristrutturazioni.

I risultati trimestrali sono stati migliori delle attese, ma solo per una parte sono ripetibili. L'azione resta cara e, nel caso la fusione con Comit si faccia, non è detto che il prezzo del titolo Banca di Roma sia destinato a beneficiarne più di quello di Comit. Approfittate del rialzo per vendere

BANCA DI ROMA

Le voci di fusione con la Comit hanno sostenuto il titolo, ma le incertezze sono molte. Vendere.

 

 

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