Analisi
Philip Morris 19 anni fa - martedì 19 maggio 1998

PHILIP MORRIS

L'americano Philip Morris (PM; 35,25 dollari), il N° 1 al mondo nel tabacco, è attivo anche negli alimentari e nella birra. Nel 1° trimestre '98 l'utile per azione è diminuito del 20%, a causa delle spese giudiziarie negli USA. Per tutto l'anno prevediamo tuttavia una crescita leggermente inferiore al 5%. Anche se – in seguito alla pubblicazione di documenti interni di PM sulla manipolazione delle sigarette per aumentarne il livello di nicotina e alle campagne pubblicitarie ad hoc per minorenni – il Congresso sembra ora meno disposto a ratificare un accordo che garantisca l'immunità ai produttori di tabacco in cambio della costituzione di un fondo per risarcire le vittime del fumo, restiamo convinti che prima o poi l'accordo si farà. Nell'attesa PM stringe accordi con singoli Stati (Minnesota, Florida...) e aumenta i prezzi delle sigarette per finanziare i risarcimenti. Fuori dagli USA il clima è più disteso e nei Paesi emergenti il consumo di tabacco continua a crescere, incurante delle eventuali limitazioni (cause giudiziarie in Guatemala). Infine negli alimentari il gruppo inizia a ristrutturarsi anche a livello internazionale. La vendita delle attività meno redditizie, le riduzioni dei costi... dovrebbero favorire la crescita degli utili di PM nei prossimi anni.
Nonostante il clima teso negli USA, a lungo termine le prospettive di PM restano positive: probabile conclusione degli accordi, espansione nei Paesi emergenti... L'azione è conveniente. Acquistare.

PHILIP MORRIS

A lungo termine le prospettive di PM restano positive. Approfittate del calo del titolo (in dollari) per acquistare.

 

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