Analisi
Telecom Italia 19 anni fa - martedì 26 maggio 1998

TELECOM ITALIA

Telecom Italia (TI – 13.330 lire), società di telecomunicazioni, ha chiuso il '97 con un aumento del 10% del fatturato rispetto al '96. L'utile netto però non è variato per una serie di costi straordinari che la società ha deciso di sostenere per razionalizzare e riorganizzare le sue attività. Tale mossa non è stata gradita dal Governo che possiede il 5% del capitale e che dispone anche di uno speciale potere di veto sulle decisioni strategiche. Il Governo ha infatti chiesto delucidazioni sull'evoluzione di una serie di progetti. Innanzitutto sul futuro della cablatura in fibra ottica in Italia. TI lo vorrebbe ridimensionare per ridurre i costi, ma il Governo è contrario per le implicazioni negative sull'occupazione e sulle infrastrutture del Paese. Il Governo è anche critico riguardo agli accordi che TI ha concluso con la società britannica Cable & Wireless. Tutto ciò non deve comunque far passare in secondo piano i punti di forza della società: forte presenza sul mercato locale, aumento dell'efficienza (riduzione di costi, nuovi servizi...) e la possibilità di concludere un'alleanza con un partner internazionale.
TI deve decidere la propria strategia di espansione e ciò suscita tensioni tra i vertici del gruppo e gli azionisti, tra cui lo Stato. Tuttavia, in un'ottica di lungo termine, le prospettive restano buone. L'azione è correttamente valutata: acquistare.

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Tensioni sui vertici del gruppo tengono il titolo sotto pressione. Ma a lungo termine è interessante.

 

 

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