Analisi
IMI/San Paolo di Torino 19 anni fa - martedì 7 luglio 1998

IMI/SAN PAOLO DI TORINO

Dalla fusione fra il San Paolo di Torino (27.500 lire) e l'IMI (29.700 lire) nascerà in autunno il maggiore gruppo bancario italiano. L'attività più redditizia sarà quella di banca al dettaglio (destinata alle famiglie e alle piccole-medie imprese), grazie soprattutto alle elevate commissioni incassate dalla gestione del risparmio. San Paolo-IMI sarà infatti n° 1 in Italia nei fondi comuni (20% del mercato) e nella bancassicurazione (vendita di polizze agli sportelli). Grazie all'utilizzo della rete di sportelli del San Paolo (1.338, concentrati in Piemonte e Lombardia), l'IMI potrà inoltre sviluppare l'attività di banca d'investimento (servizi di collocamento sui mercati dei capitali e finanza d'impresa). Nei prestiti alle amministrazioni pubbliche (Crediop), il partner strategico del gruppo è invece il franco-belga Dexia, leader europeo del settore. Nell'immobiliare, infine, verrà costituita una società apposita dalla quale il gruppo dovrebbe progressivamente disimpegnarsi. San Paolo-IMI sarà anche il maggior azionista (con il 6% del capitale) dell'INA, che di recente si è vista rifiutare l'offerta per acquisire il controllo di BNL (in via di privatizzazione).
I prezzi di entrambi i titoli restano cari. Potete comunque mantenere entrambe le azioni, viste le ottime prospettive del nuovo gruppo.

IMI/SAN PAOLO

 

San Paolo segue IMI (neretto) in vista della prossima fusione. Mantenete, ma non acquistate.

 

 

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