Analisi
OPV con trucco? 18 anni fa - lunedì 21 settembre 1998

OPV CON TRUCCO?

A luglio ho prenotato un lotto minimo di azioni Aem tramite il mio promotore finanziario. Del modulo che ho firmato non mi è stata data copia e il promotore mi ha poi comunicato telefonicamente che le azioni non mi sono state assegnate. A vostro giudizio il promotore si è comportato correttamente? In ogni caso, come posso verificare che le azioni siano state effettivamente prenotate e che il mio nominativo non sia stato sorteggiato?

Gli interrogativi sollevati dal nostro lettore si ripresentano puntuali ad ogni nuovo collocamento azionario e non riguardano solo i promotori finanziari, ma anche gli impiegati di banca addetti a raccogliere le prenotazioni di azioni allo sportello. Vale quindi la pena affrontare la questione in termini più generali.

Arrembaggio all'OPV

Ore di attesa, file interminabili, pagine e pagine di moduli da riempire, rileggere, controfirmare... E' questo lo scenario che ha caratterizzato le maggiori offerte pubbliche di vendita (OPV) degli ultimi anni: Eni, Telecom, Aeroporti di Roma, Aem... Situazioni che hanno evidenziato tutti i limiti e i difetti di banche e intermediari, nella maggiore dei casi incapaci di fare fronte con efficienza alle richieste degli investitori. Ma è davvero tutta colpa loro?

Prenotazioni "volanti"

Il modulo per prenotare uno o più lotti di azioni in OPV è contenuto nel "prospetto informativo" o nella "nota sintetica", cioè nei documenti che debbono essere consegnati a chiunque sia interessato a effettuare l'investimento. Si tratta di un modulo in quattro copie di cui una deve restare al cliente assieme al più o meno voluminoso "prospetto informativo" mentre le altre sono destinate alla società emittente, al capofila del consorzio di collocamento (nel caso di Aem la Cariplo) e al collocatore (la banca o la sim presso la quale si sono prenotate le azioni). Spesso accade che questi documenti (prospetto o nota informativa) non siano ancora stati distribuiti ai collocatori quando si apre il periodo di prenotazione delle azioni o che nell'arco di pochi giorni siano già andati esauriti. Non è certo colpa delle banche o dei promotori, ma della complessità del meccanismo che regola le offerte pubbliche di azioni. Per ovviare alla mancanza di prospetti e soddisfare le esigenze della clientela si è sviluppata la pratica delle cosiddette prenotazioni "volanti", cioè prenotazioni raccolte su fotocopie dei moduli originali o addirittura su foglietti degli appunti. Certamente non si tratta di una prassi corretta, né tanto meno conforme ai regolamenti, ma in molti casi non c'è proprio scelta: o si accetta questa prassi o si rinuncia all'operazione.
Venendo al caso del nostro lettore, è possibile che il promotore - in mancanza del prospetto - abbia effettuato una prenotazione "volante". Nulla di grave: i promotori operano su mandato di una sim e per controllare che la prenotazione sia stata effettivamente trasmessa al collocatore dovrebbe essere sufficiente una telefonata alla sede principale della sim. Dai loro tabulati la prenotazione, se è stata fatta, deve risultare.

Alla roulette delle banche

A parte le scorrettezze di ordine formale (come le prenotazioni "volanti"), sulle OPV aleggiano ben altri sospetti. Questo perché non esiste un criterio uniforme, trasparente e condiviso da tutti per procedere al sorteggio e all'assegnazione dei lotti minimi quando la domanda di azioni - come spesso accade - supera abbondantemente la quantità offerta in OPV. Ogni banca si autoregola. E quando sono le banche a fare tutto nel segreto delle loro stanze il sospetto che la ruota giri veramente può venire.

In conclusione

Come abbiamo visto, c'è ancora molta strada da fare per migliorare la trasparenza delle OPV. Per controllare che il vostro nominativo sia stato effettivamente estratto in sede di riparto è sufficiente andare allo sportello o, nel caso di prenotazione effettuata tramite promotore, telefonare alla sim presso la quale si appoggia. Il vero problema, in questi casi, non è tanto il comportamento del promotore, quanto piuttosto la regolarità delle procedure di sorteggio che non viene accertata con controlli incrociati né dalla società emittente, né dal capofila del consorzio di collocamento.

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