Analisi
Banca di Roma 19 anni fa - lunedì 19 ottobre 1998

BANCA DI ROMA

La Banca di Roma (2.850 lire) nel 1° semestre di quest'anno è ritornata in utile, dopo le forti perdite del '97. Tale risultato deriva dalla crescita delle commissioni incassate dalla vendita di fondi comuni (Romagest e Rominvest) e polizze vita (in collaborazione con la Toro) e dai guadagni sulla compravendita di titoli (+190% annuo grazie al boom di Borsa nel 1° semestre). L'opera di ristrutturazione (riduzioni di personale...) ha inoltre permesso di ridurre i costi dell'11% rispetto ai primi sei mesi del '97. La Banca di Roma beneficia anche di un'imposizione fiscale molto bassa (31% degli utili), che contribuirà alla forte crescita dei risultati sia nel '98 (150 lire per azione) sia nel '99 (180 lire). La società ha inoltre ridotto gli accantonamenti per i crediti che rischiano di non essere rimborsati (circa 10% del totale). Tale riduzione potrebbe però essere solo temporanea dato che, con il rallentamento della crescita economica, il problema dei crediti a rischio potrebbe tornare a acuirsi. Per rafforzarsi, la Banca di Roma potrebbe fondersi con la Comit. Ciò darebbe vita al maggior gruppo bancario italiano, ma renderebbe necessarie profonde riorganizzazioni (almeno 5.500 dipendenti in meno).
I risultati semestrali confermano che la Banca di Roma è in ripresa, ma rimane debole a causa dei prestiti a rischio. La fusione con la Comit risolverebbe solo in parte il problema. Vendete l'azione, che è cara.

BANCA DI ROMA

La ripresa della banca rimane debole. La fusione con Comit non sarebbe una panacea. Vendere.

 

 

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