Analisi
IMI/San Paolo di Torino 18 anni fa - lunedì 5 ottobre 1998

IMI/SAN PAOLO DI TORINO

IMI (21.450 lire) e San Paolo di Torino (20.950 lire) si fonderanno in novembre per creare il più grande gruppo bancario italiano.
Tenendo conto dei risultati semestrali dei due istituti di credito, l'aggregato San Paolo–IMI ha aumentato gli utili del 55% nella prima metà dell'anno. Il calo (-2,7%) del margine fra interessi incassati dai prestiti e tassi pagati sui depositi (rispetto al primo semestre '97), è stato infatti più che compensato da un forte controllo delle spese (-5,7% il costo del lavoro), dal raddoppio degli utili su operazioni finanziarie e dalla crescita del 47% delle commissioni incassate. Queste ultime derivano in buona parte dal risparmio gestito (fondi comuni, gestioni patrimoniali, bancassicurazione...), un settore nel quale il gruppo assumerà una posizione di dominio. Grazie anche al controllo di Banca Fideuram, sarà infatti n° 1 nei fondi comuni e n° 4 nelle polizze vita. La fusione consentirà di realizzare, inoltre, ulteriori riduzioni dei costi, che contribuiranno a un continuo aumento della redditività. Nonostante le posizioni di forza che detiene in Italia, le dimensioni del gruppo saranno ancora modeste rispetto ai concorrenti europei. Per questa ragione San Paolo-IMI ha intenzione di integrarsi con altri istituti di credito, fra i quali Comit (vedi sopra) o Monte dei Paschi di Siena.
I risultati semestrali di San Paolo–IMI sono positivi e promettono bene per il futuro. Potete mantenere i due titoli in attesa della fusione e di eventuali nuove aggregazioni.

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