Analisi
Parmalat 18 anni fa - lunedì 5 ottobre 1998

PARMALAT

L'agroalimentare Parmalat (2.280 lire) è attiva soprattutto nel latte e suoi derivati, nei succhi di frutta, nelle salse, nei biscotti... Dopo aver acquisito alcune società canadesi, le vendite di Parmalat sono adesso distribuite tra America del Nord (30% del totale), America del Sud (36%), Europa (32%) e resto del mondo (2%). Nel primo semestre dell'anno, le vendite sono cresciute del 43% e gli utili del 24% (rispetto allo stesso periodo del '97), grazie alle acquisizioni. Parmalat ha avviato un programma di internazionalizzazione molto aggressivo, rafforzato dalla recente acquisizione dell'australiana Pauls. Sfruttandone l'esperienza e la rete distributiva (a Hong Kong, in Tailandia, Singapore e Indonesia), Parmalat potrà espandersi in maniera più consistente in Asia, dove possiede solo quattro piccoli stabilimenti (tre in Cina e uno in India). La società è però finanziariamente debole: l'aumento di capitale previsto per finanziare il proprio sviluppo è stato annullato a causa dell'instabilità dei mercati finanziari. Senza le risorse necessarie, Parmalat non potrà né continuare il programma di acquisizioni né realizzare gli investimenti necessari perché le acquisizioni già effettuate diventino redditizie. Il gruppo risentirà anche della situazione economica negativa del Brasile, mercato dove vende il 20% dei propri prodotti.
L'elevato indebitamento di Parmalat mette in forse il proseguimento della crescita internazionale. Inoltre, la crisi dei Paesi sudamericani, principali mercati di sbocco del gruppo, inciderà sui risultati. L'azione è cara: vendere.

PARMALAT

L'alto indebitamento e la crisi asiatica hanno fatto crollare il titolo. Prospettive mediocri: vendere.

 

 

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