Analisi
Nasce San Paolo-IMI 18 anni fa - lunedì 2 novembre 1998

NASCE SAN PAOLO–IMI

Dal 2 novembre è presente in Borsa un nuovo titolo: San Paolo–IMI, il nuovo istituto di credito nato dalla fusione fra IMI e San Paolo di Torino. Vediamo cosa è successo e cosa è necessario facciano gli azionisti delle due società.

Sostituzione...

• Per gli azionisti del San Paolo di Torino, non è richiesto alcun intervento. Per ogni azione San Paolo di Torino posseduta, hanno infatti ricevuto un'azione della nuova banca. L'operazione è stata realizzata automaticamente dalla banca o sim presso cui detengono il deposito titoli, senza il sostenimento di alcun onere.
• Gli azionisti dell'IMI, hanno invece ricevuto 1,045 azioni del nuovo istituto per ogni azione IMI posseduta. Chi possedeva un lotto minimo pari a 500 azioni IMI, adesso ha 522,5 titoli San Paolo-IMI.
• Il lotto minimo di negoziazione di San Paolo–IMI è uguale a 500 azioni.

...con scarto

• Cosa fare della mezza azione? E' necessario venderla o acquistare l'altra metà per ricostituirne l'unità. L'operazione può essere effettuata entro il 30 novembre senza nessun aggravio di spese. Entro quella data quindi gli azionisti di IMI potranno comunicare alla propria banca o sim cosa hanno intenzione di fare.
Il prezzo per comprare o vendere la mezza azione è pari alla media delle quotazioni San Paolo di Torino nel mese di ottobre, ossia 22.523 lire per azione. Metà azione costa quindi 11.261,5 lire.
• Qualunque sia la scelta, i vecchi azionisti IMI hanno ereditato dall'operazione di fusione una spezzatura, di 22 o 23 azioni cambia poco. Non ci resta che continuare a criticare l'esistenza del mercato delle spezzature che fa aumentare costi e disagi per il risparmiatore. Ma la Consob, la Borsa Spa e le banche non provano vergogna per questo stato di cose?
• Chi invece possiede azioni San Paolo–IMI può mantenerle.

CAMBIA ANCHE IL MIB 30

Poiché la fusione è avvenuta tra due società le cui azioni fanno parte del Mib 30 (l'indice che tiene conto delle variazioni dei trenta titoli più importanti di Piazza Affari), si è liberato un posto nell'indice stesso. Tale vuoto è stato colmato da Saipem, di rientro dopo l'abbandono dello scorso 21 settembre (vedi Soldi Sette n° 320).

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