Analisi
Banca Popolare di Milano 18 anni fa - lunedì 22 febbraio 1999

BANCA POPOLARE DI MILANO

La BANCA POPOLARE DI MILANO (BPM - 7,33 euro; 14.193 lire) ha chiuso il 1998 con un aumento dell'utile del 27% annuo. La società ha compensato la riduzione (-6%) del margine fra gli interessi incassati dai prestiti e quelli pagati sui depositi con un aumento dei ricavi da servizi (le commissioni incassate sono aumentate del 43%). Il settore è stato potenziato con la creazione di un'unica società di gestione del risparmio (fondi comuni, gestioni patrimoniali... ) e con il recente lancio di un fondo pensione. I guadagni derivanti da operazioni finanziarie sono aumentati di quasi il 5%, grazie all'acquisizione nella seconda metà del '98 della Banca Akros. Infine, i costi sono stati ridotti del 4% e parte dei crediti a rischio sono stati ceduti a un istituto britannico. Per svilupparsi, la BPM ha a disposizione 2.300 miliardi di lire (circa 1,2 miliardi di euro), che potrebbe usare per acquisire altre banche popolari, nel caso in cui l'attesa legge di riforma del settore lo rendesse possibile. Altrimenti, la redditività del gruppo ne risentirebbe.
Grazie allo sviluppo nel settore finanziario e del risparmio gestito e al controllo dei costi gli utili dovrebbero crescere ancora (0,625 euro ad azione nel '99). Occorre però che BPM si rafforzi con acquisizioni. Mantenete l'azione il cui prezzo è corretto.

BANCA POPOLARE DI MILANO

 

Risultati '98 in linea con le attese, ma sono necessarie nuove acquisizioni. Mantenere.

 

 

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