Analisi
Burgo e le banche 18 anni fa - lunedì 22 febbraio 1999

BURGO E LE BANCHE

Per quel che ne so fino a qualche mese fa, Burgo possedeva il 2% delle azioni Comit. Se questa partecipazione esiste ancora, perché la società non la vende e utilizza le risorse così liberate per nuovi investimenti?

• Non solo questa partecipazione esiste ancora, ma non è nemmeno l'unica. Burgo possiede infatti anche lo 0,25% del capitale di Mediobanca. E perché mai una società cartaria dovrebbe impelagarsi con investimenti nel mondo bancario? Perché il mondo delle società è molto complesso. Ci sono investimenti legati all'attività tipica di una società (che le servono per migliorare la propria posizione sul mercato e quindi per aumentare i propri guadagni) e, purtroppo, investimenti legati ai rapporti tra i grandi azionisti. Tali investimenti sono molto più complicati. Facciamo un esempio con Burgo. Questa società è controllata da HdP, che a sua volta è controllata, tra gli altri, da Mediobanca. Il capitale di Mediobanca è nelle mani di diversi azionisti, ma tra i maggiori abbiamo la Comit. Burgo possiede quindi azioni di società che, indirettamente, possiedono sue azioni.
• Certo in teoria sarebbe meglio che Burgo cedesse le sue partecipazioni bancarie, ma c'è da dire a sua "discolpa" che la società ha un livello di indebitamento bassissimo e che con le risorse disponibili riesce già a finanziare i propri investimenti. Non ha quindi bisogno di quei soldi. Tra l'altro gli acquisti sono stati effettuati a prezzi notevolmente più bassi rispetto a quelli che attualmente hanno i titoli Comit e Mediobanca. L'investimento è quindi per ora molto redditizio (circa 200 miliardi di guadagno).

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