Analisi
Parmalat 18 anni fa - lunedì 15 febbraio 1999

PARMALAT

L'agro-alimentare PARMALAT (1,32 euro - 2.556 lire) è leader mondiale nel settore lattiero. La maggior parte delle vendite (quasi 10 mila miliardi di lire - 5.076 milioni di euro) è realizzata nell'America del Sud (37% del fatturato), del Nord (27%) e in Europa (29%). Nel '98 sia il fatturato sia l'utile per azione sono saliti del 38% annuo, grazie soprattutto all'integrazione delle 14 società acquisite nell'anno. Il rovescio della medaglia è l'aumento smisurato dell'indebitamento (+119%). Lontana dal correggersi, la società aumenta ancora i debiti con un'emissione di obbligazioni convertibili da 1.000 miliardi di lire per poter pagare l'ultima acquisizione: il settore lattiero di Cirio (l'Antitrust deve comunque ancora dare il consenso all'operazione). Inoltre, anche se le vendite nell'America del Sud si mantengono su buoni livelli, la società soffrirà per la conversione delle monete locali, svalutate rispetto all'euro. Date le minori entrate e le maggiori spese (legate agli oneri finanziari), la crescita degli utili ne risentirà.
L'aggressiva politica di acquisizioni seguita da PARMALAT ci sembra corretta, ma la struttura finanziaria del gruppo crea dei problemi. L'aumento degli oneri finanziari e la difficile congiuntura nell'America Latina pesano sugli utili. Azione cara, non acquistare. Chiudete le posizioni speculative (warrant).

PARMALAT

Malgrado la crescita degli utili, il forte aumento dell'indebitamento ha fatto crollare il titolo. Non acquistare.

 

 

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